Melania, Parolisi nega legami con soldatessa arrestata: Non è mia allieva

La vicenda che ha coinvolto Laura Titta, la soldatessa della caserma ‘Clementi’ di Ascoli Piceno arrestata per essere legata al clan camorrista del boss Giuseppe Setola, non avrebbe nulla a che vedere con il giallo di Ripe di Civitella, dove il 20 aprile scorso le forze dell’ordine, indirizzate da una telefonata anonima, scoprirono il corpo senza vita di Melania Rea, ventinovenne di origini campane scomparsa due giorni prima mentre era in compagnia della piccola figlia Vittoria e del marito Salvatore Parolisi.
Ed è proprio quest’ultimo l’elemento che avrebbe potuto legare le due storie: Parolisi, infatti, è caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno che si appoggia proprio nella caserma in cui prestava servizio la Titta.
A escludere qualsiasi correlazione tra i fatti è stato lo stesso vedovo che, però, a causa dell’ambiguità di alcuni suoi comportamenti e dichiarazioni è considerato da molti il sospettato numero per il delitto della moglie.

Mai conosciuta – Salvatore Parolisi, intervistato nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado che andrà in onda su Rete4 in prima serata, ha negato di aver mai conosciuto Laura Titta, almeno stando ai suoi ricordi di istruttore delle allieve del 235° Rav Piceno: “Non ricordo di aver mai conosciuto questa ragazza, nè posso dire che sia stata una mia allieva o meno perché a me ne passano tante e non mi ricordo tutti i nomi. Il cognome non mi dice niente, non penso di averla mai incontrata. Non penso sia una mia allieva“.
Nel corso di questi quasi due mesi di indagini la figura del caporalmaggiore è stata spesso avvicinata a quella delle soldatesse: è proprio con una di loro, Ludovica Perrone, che l’uomo ha ammesso, dopo non poche reticenze, di aver avuto una relazione parallela durata circa due anni. La pista della gelosia continua a essere la più accreditata dagli investigatori, anche se, nelle ultime quarantotto ore, la vicenda che ha coinvolto il magistrato romano Paolo Ferraro, sospeso dal Csm per presunti motivi di salute, ha spostato l’attenzione su qualcosa di molto più eclatante: il sostituto procuratore, infatti, ha indagato per diverso tempo sull’esistenza di una presunta setta satanica di cui farebbero parte anche numerosi esponenti dell’esercito. Lo stesso Ferraro ha detto di aver incontrato, poco prima del delitto, una donna molto simile a Melania, intenta a parlare con qualcuno all’interno della Procura.

S. O.