Avventura e mistero ne “Il Labirinto” di James Dashner

Quando Thomas apre gli occhi, le porte dell’ascensore in cui si trova bloccato si dischiudono su un mondo a lui sconosciuto. Non ha idea di come sia arrivato fin lì, non ricorda nulla della sua vita precedente, solo il suo nome. Ad accoglierlo nella nuova e sconosciuta realtà, altri adolescenti come lui, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da mura di pietra invalicabili, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. Smarrito e confuso Thomas è sopraffatto dalle domande, ha mille dubbi che, però, non trovano risposta nel gruppo di ragazzi che, da due anni ormai, popola la Radura. L’unica certezza è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda, popolato da orribili creature, vengono aperte, per poi richiudersi ogni notte, riconfigurandone di continuo la struttura. Uno schema che si ripete costantemente consolidando la routine quotidiana dei radurai che, per sopravvivere, si sono organizzati in una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, con riunioni di Consiglio e ferree regole a dettarne l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge al gruppo risvegliandosi, come Thomas, nell’ascensore, fino a quando l’arrivo inaspettato di una ragazza, la prima a fare la sua comparsa in quel mondo, incrina inevitabilmente l’armonia della Radura. Il messaggio che porta con sé non lascia, infatti, alternative: l’unica possibilità di sopravvivere è cercare una via di fuga attraverso il Labirinto.

Primo capitolo di una trilogia di grande successo in America, “The Maze Runner”, appena pubblicata in Italia da Fanucci Editore e che sbarcherà al cinema nel 2012 con la regia di Catherine Harwicke, la stessa di “Twilight”, “Il Labirinto” di James Dashner è un romanzo avvincente e magnetico, che coinvolge il lettore catapultandolo nella Radura al fianco del suo protagonista. Tra fantascienza, azione e un pizzico di romance, il libro stilisticamente punta su una scrittura agile, scorrevole, densa di frasi brevi e ricche di effetto, per riprodurre la schiettezza e l’immediatezza tipica del gergo giovanile. Una narrazione ermetica che si compone di pari passo con le scoperte del giovane Thomas, disvelando, pagina dopo pagina, il mosaico di esistenze accumunate tutte dallo stesso infausto destino. Realtà distopiche, esperimenti scientifici, prigioni fisiche e mentali per un romanzo che ha il sapore del già detto, del già sentito, richiamando illustri predecessori, da “1984” di George Orwell a “Il signore delle mosche” di William Golding, alla fantascienza di Philiph K. Dick, senza aggiungervi, in fin dei conti, nulla di nuovo. Il disorientamento spaziale, sperimentato dai ragazzi nella Radura, diventa metafora dello smarrimento psicologico a cui tutti si sono rassegnati pur di non affrontare l’ignoto. L’arrivo di Thomas cambia tutto: il giovane sfida i radurai, che per due anni si sono adagiati nelle loro non esistenze, a fare i conti con la realtà dei fatti, per non vivere più da automi e riappropriarsi del proprio futuro. Ed è così che allora uno spazio fisico sconosciuto, in costante mutamento, diventa allegoria di uno spazio mentale ancora oscuro: privati del loro passato, disorientati nel loro presente, ai ragazzi non è data altra soluzione che sfidare il labirinto della loro mente, per riuscire a superare la prova più difficile nella quale si siano mai imbattuti: conoscere se stessi.

James Dashner
Il Labirinto (The Maze Runner)
Fanucci Editore, Collana Teens International
Pagine 432
Prezzo 17,00 euro

Valentina De Simone