L’incoerenza di Brunetta: Giornalisti precari difendono manifestanti privilegiati

Passano i giorni ma la polemica, nata dalle frasi pronunciate dal ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione Renato Brunetta, continua ad ardere perché, se i nuovi media hanno la capacità di velocizzare il processo di invecchiamento delle notizie, nello stesso tempo permettono a esse di rimbalzare da una parte all’altra del web, riuscendo ad arrivare anche sotto agli occhi di chi altrimenti non avrebbe avuto modo di venire a conoscenza di quanto accaduto.
Sostenere che i precari siano la parte peggiore dell’Italia solo perché hanno pensato di presentarsi davanti al Ministro con videocamera in mano e uno striscione di dissenso, pensare che dietro la condizione lavorativa non stabile di queste persone ci siano sconfitte e lacune individuali – è stato lo stesso Brunetta ad assicurare che avrebbe studiato le biografie dei manifestanti per dimostrare i loro fallimenti – potrà essere annoverata tra le peggiori dichiarazioni fatte da un ministro della Repubblica nel corso di questa legislatura.

Incoerenza – Brunetta, travolto dalla polemica e, com’era prevedibile, dagli insulti, ha pensato all’indomani dell’accaduto di registrare un videomessaggio per spiegare le proprie ragioni. Mani giunte dietro la schiena, il ministro della Pubblica amministrazione sembrava uno scolaretto intento orgogliosamente a ripetere la lezioncina preparata a casa. Ma nel discorso di Brunetta, che ha avuto più volte modo di ribadire il suo mancato pentimento, non vi è stata soltanto un’alterazione dei fatti circa il momento in cui la frase incriminata è stata pronunciata, ma anche una contraddizione nei contenuti.
Il ministro ha prima detto che  “quelli erano quattro o cinque, un po’ attempati, che evidentemente non hanno di meglio da fare che organizzare agguati mediatici di questo tipo”, aggiungendo anche che si trattava di persone che, tutt’altro che precari, sfruttano un reale problema per “giustificare posizioni di comodo“. Poi, però, Brunetta fa riferimento a quei giornali, specialmente quelli on line, che avrebbero dato ampio spazio alla vicenda e a tal proposito dice: “Sono giornali compiacenti, che pullulano di precari. Sarebbero bello capire quanti precari ci sono nei vari giornali informatici. Per questo dico non bevete quello che vedete“.
Dunque, secondo il ministro, quelli che hanno manifestato non sarebbero precari, però verrebbero difesi a spada tratta da questi ultimi. Brunetta a conclusione del video ha dichiarato che risponderà gentilmente a tutti coloro che vorranno chiedergli ulteriori delucidazioni riguardo alla sua posizione, nella speranza, però, che sia prima lui a chiarirsi le idee.

Simone Olivelli