Meredith, malore per Mario Alessi: sospesa deposizione a favore di Sollecito e Knox

Piccolo giallo nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher in cui compaiono come imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati di aver ucciso, insieme all’ivoriano Rudy Hermann Guede già condannato in via definitiva, la studentessa inglese che nel novembre del 2007 si trovava a Perugia nell’ambito del progetto Erasmus.
Stamane, nell’aula del Tribunale di Perugia, era stato chiamato a testimoniare Mario Alessi, muratore siciliano già in carcere per essere ritenuto responsabile dell’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, il bambino rapito il 2 marzo 2006 e ritrovato morto un mese dopo nelle campagne di Casalbaroncolo. Alessi, già un anno fa, aveva dichiarato di aver ricevuto una confessione da parte di Guede che scagionerebbe del tutto i due imputati e così si è ritrovato a essere uno dei teste all’interno del processo Meredith.

Malore – La deposizione di Alessi si è interrotta poco dopo l’inizio: il muratore aveva chiesto di poter parlare con il proprio avvocato, quando il procuratore generale gli ha ricordato che essendo una persona indagata in un procedimento connesso (Alessi è indagato dalla Procura per presunte false dichiarazioni fatte agli avvocati difensori di Sollecito, ndr), poteva avvalersi della facoltà di non rispondere.
Successivamente il teste ha accusato un malore che ha costretto il giudice alla sospensione dell’udienza, in attesa di capire se il muratore siciliano potrà ripresentarsi in aula e se avrà ancora intenzione di testimoniare.
Non ancora ben chiari i motivi che avrebbero portato Alessi a chiedere il permesso di interloquire con il proprio legale. Fino a quel momento, queste erano state le parole che l’uomo aveva pronunciato: “Non ho origliato da Guede la sua partecipazione all’omicidio Meredith, ma è stato lui stesso che si è confidato con me perché preoccupato dell’esito del processo a suo carico. Il 9 novembre 2009 durante l’ora d’aria fui preso sotto braccio da Rudy Guede. Dopo essere andati in un posto lontano dalla telecamera di sorveglianza, Guede mi disse di essere fortemente preoccupato per il suo processo che si sarebbe aperto il 18 novembre 2009. Mi disse di essere indeciso sul dire la verità oppure no e aggiunse che la ricostruzione fatta da giornalisti e Procura non era quella vera”.

S. O.