Il giorno della Lega. Attesa per il discorso di Bossi oggi a Pontida

Pontida – Attesa per le parole di Bossi che cercherà di ricucire i rapporti con l’elettorato in subbuglio dopo le ultime sconfitte. Sarà la fine della maggioranza?

Il discorso di Bossi – L’attesa è finita, oggi è il giorno della Lega, il giorno di Bossi. Un’attesa durata giorni che ha messo in allarme il Pdl. Nonostante le rassicurazioni di Berlusconi e di tutto il Pdl, sulla fedeltà dell’alleato, sono tutti consapevoli che oggi sarà una giornata cruciale per l’intera maggioranza.
L’obiettivo è ricucire lo strappo con la base in subbuglio, quella stessa base che ha tradito il Carroccio alle ultime amministrative, segnando una sonora sberla per la Lega, la stessa base che ha votato allo scorso referendum contro la linea del governo.
Obiettivo difficile da raggiungere, ma Bossi punta sul fattore sorpresa. La sorpresa saranno le richieste che il leader del nord porterà poi a Roma.
E’ presto per parlare di crisi di governo, anche se la base leghista chiede da tempo di smarcarsi da Berlusconi, ma ciò non avverrà. Meglio tenersi stretto il Pdl e portare a Roma una serie di richieste.

La questione Ministeri – Ieri Bossi ha anticipato la richiesta di portare ben quattro Ministeri al nord, Economia, Semplificazione e Riforme a Monza. Agricoltura a Mantova. Ma non solo, non è questa la carta che giocherà la Lega. Certo i Ministeri sono importanti, ma non saranno certo gli spostamenti a risanare i rapporti con l’elettorato. Questa operazione costerebbe milioni di euro che andrebbero presi direttamente da Roma e non farebbe molta differenza per la base, che da sempre si oppone agli sprechi di “Roma Ladrona”.

La questione libica – Una delle richieste di Bossi potrebbe essere quella di ritirarsi dallo scenario libico. La Lega non ha mai visto di buon occhio l’intervento Italiano, anche se poi ha votato a favore poco più di un mese fa. Ciò che preme è almeno decidere una data di chiusura delle operazioni contro Gheddafi, ma dal Pdl il Ministro Frattini aveva risposto picche. La guerra in Libia, secondo i leghisti, non ha fatto altro che aumentare i flussi di clandestini verso le coste Italiane, insomma un intervento inutile e che costa anche troppo. Come aveva fatto sapere il Ministro degli Interni Maroni.

La riforma fiscale – La Lega non punterebbe solo alla questione dei ministeri o alla questione libica. Al centro delle rivendicazioni del Carroccio resta infatti anche la questione delle tasse. Dopo gli attacchi di Cisl e Uil, alle voci dei leader sindacali si è unita infatti anche quella di Calderoli. “Sottoscrivo completamente quanto affermato da Bonanni ovvero che non è più tempo di litigi, ma che bisogna mettersi tutti insieme per realizzare la riforma sul fisco. Così come sottoscrivo le parole di Angeletti quando dice che o il governo fa le riforme oppure è meglio che se ne va a casa. Sono d’accordo con loro, perché la riforma fiscale va fatta e va fatta subito, diversamente dovrò partecipare anch’io al loro minacciato sciopero generale e dovrò essere in piazza con loro e non più come rappresentante di un governo“, aggiunge il ministro leghista.
Ed è proprio quella sul fisco, a detta dello stesso Bossi, la vera partita che deciderà le sorti dell’esecutivo. Da nord a sud la crisi continua a fare strage di piccole e medie imprese, l’Italia è il paese con le tasse più alte, insomma è lì che si gioca la partita con l’elettorato, una partita che la maggioranza è intenzionata a vincere. Tremonti o non Tremonti.

 Matteo Oliviero