Il Pdl stoppa la Lega. I Ministeri resteranno a Roma.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:42

Roma – Dal Pdl no alla richiesta di trasferire i dicasteri al Nord, ma nessuno crede alla rottura con Bossi. Durissimi Alemanno e la Polverini. In fibrillazione la componente sudista della maggioranza. L’opposizione:Dalla Lega minacce vane“.

Bossi a Pontida: Ministeri al nord – Era stato lo stesso Bossi a svelare nella giornata di ieri una delle richieste che avrebbe portato avanti la Lega nelle prossime settimane: quattro Ministeri al nord. Una mossa che molti leghisti avevano considerato troppo azzardata, la Lega infatti, si è sempre mossa contro gli sprechi di Roma, fa notare qualche leghista, portare la burocrazia e gli sprechi sotto il naso della gente non è una buona mossa.
L’operazione, secondo l’opposizione, costerebbe infatti due miliardi di euro o poco più, così come l’istituzione di uffici di rappresentanza al nord costerebbe svariati milioni di euro. Tutto in contrasto con il discorso di Bossi a Pontida basato soprattutto sugli sprechi.

La risposta del Pdl – Nel Pdl nessuno apprezza la richiesta della Lega di trasferire i Ministeri al nord, in primis Gianni Alemanno, sindaco della Capitale.
Cicchitto invece fa notare che i “Ministeri resteranno a Roma, così come dice anche la Costituzione”.  Ma i parlamentari della maggioranza si concentrano sull’intero discorso del leader del Carroccio:”Per chi sa leggere il messaggio che Bossi ha dato è stato quello di coniugare le preoccupazioni della base con una forte volontà di continuare l’esperienza di governo“, è la dichiarazione di Quagliariello.
Saverio Romano è ottimista: “Al netto di alcune rivendicazioni da raccolgo dall’intervento di Bossi una preoccupazione che a differenza del passato guarda all’Italia tutta, perché la riforma del fisco è chiesta da tutti gli italiani, l’alleggerimento della pressione contributiva è chiesta da tutti gli agricoltori, la sicurezza delle città è chiesta da tutti i sindaci, cosi come la necessità di privilegiare lo sviluppo attraverso l’aiuto alle piccole e medie imprese e il sostegno alle famiglie è avvertito da Agrigento a Milano“.

L’opposizione –Le minacce di Bossi sono solo parole al vento Pontida abbiamo visto un leader in imbarazzo, che ha arringato il suo popolo con slogan ormai vuoti e inadeguati, con promesse che non potranno essere mantenute. Bossi ha confermato il patto di governo con Berlusconi. Per salvarsi entrambi devono restare uniti, ma così Bossi si stacca dai bisogni della sua gente e il governo continuerà a far del male agli italiani e al paese. Un discorso debole a cui ha dovuto dare un po’ di forza Maroni, esibendo l’unico risultato che finora sono riusciti a portare a casa: la faccia feroce contro la povera gente e il cinismo contro gli immigrati“, è il duro commento di Rosy Bindi del Pd.

Italo Bocchino del Terzo Polo: “Con il suo discorso di oggi ha attaccato il governo al respiratore artificiale, decretandone la fine politica. Adesso la conclusione della legislatura dipenderà dal momento in cui la Lega staccherà i macchinari“.
Mentre Di Pietro si augura che la Lega faccia quanto dice sulle missioni Italiane all’estero: “Almeno sulla fine delle missioni di guerra la Lega sia conseguente: all’annuncio della domenica segua l’azione del lunedì“.

Matteo Oliviero

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