La crisi non tocca la politica. Rimborsi elettorali: + 1000%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45

Roma – I costi della politica lievitano ancora. Rimborsi elettorali in volata, + 1000%.
Stella: “La Casta cresce ancora”.

La crisi e la politica – Dopo Standard & Poor’s, anche Moody’s minaccia di declassare l’Italia e il suo debito pubblico da record. Ma la nostra classe politica non sembra imparare mai il senso della misura. Sergio Rizzo sul Corriere torna a parlare del fenomeno “Casta“: i costi della politica.
Il riferimento è ai rimborsi elettorali, le spese dei partiti che prima prendevano il nome di: finanziamenti ai partiti, abrogati dagli Italiani con il referendum.
“Con la manovra finanziaria dello scorso anno aveva provato a tagliare del 50% i generosissimi rimborsi elettorali, come si chiama ipocritamente il finanziamento pubblico, riconosciuti per legge ai partiti politici, cresciuti fra il 1999 e il 2008 del 1.110%, mentre gli stipendi pubblici aumentavano del 42. Ebbene, il taglio è stato prima ridimensionato al 20%, quindi al 10 per cento. Per non parlare della norma che avrebbe riportato le spese di palazzo Chigi, in alcuni casi letteralmente impazzite, sotto il controllo del Tesoro: saltata come un tappo di champagne”, scrive nel suo articolo l’autore de “La Casta”.

Il consiglio a Tremonti – In vista della prossima manovra finanziaria, Stella consiglia al Ministro dell’economia dove applicare i primi tagli: Da dove cominciare? C’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Meno voli blu, ha detto Tremonti. Una sfida mica da ridere, considerando l’andazzo. Nel 2005 gli aerei di Stato del 31? stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo. Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902. Tornato Berlusconi, quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole «esigenze di Stato» sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi. Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa. Letteralmente stratosferico l’aumento procapite (cioè per ogni componente del governo) rispetto a due anni prima: +154,2%”.

Il costo della Camere – Non va meglio nelle aule del Parlamento: “Guardiamo i bilanci. Le spese correnti della Camera, che nel solo 2010 ha tirato fuori 54,4 milioni per gli affitti, sono previste passare da un miliardo 59 milioni del 2010 a un miliardo 83 milioni nel 2012: +2,3 per cento. Quelle del Senato, che negli ultimi 14 anni ha sborsato 81 milioni per gli uffici di 86 senatori, da 576 a circa 594 milioni: +3,6%. La Camera dispone di 20 auto blu con 28 autisti e i deputati che hanno il diritto a utilizzarle sono soltanto 63”.

 Matteo Oliviero

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