P4: anche Montezemolo nella rete di Bisignani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:12

La rete tessuta da Luigi Bisignani, il faccendiere agli arresti domiciliari coinvolto nell’inchiesta P4, avrebbe attratto noti esponenti politici e imprenditoriali come una carta pesticida. Tra i nomi passati al vaglio degli inquirenti napoletani, spunta anche quello di Luca Cordero di Montezemolo che a Bisignani si sarebbe rivolto per caldeggiare la nomina dell’amico imprenditore Gianni Punzo alla vicepresidenza di Confindustria Napoli. Non solo: intercettazioni telefoniche ed ambientali stanno acclarando l’esistenza di un’ampia ragnatela relazionale tra il faccendiere e molte parlamentari del Pdl. Tra loro: Michaela Biancofiore, le ministre Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna e la vulcanica Daniela Santanchè.

Montezemolo al telefono con Bisignani – Il numero uno della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, avrebbe telefonato personalmente a Luigi Bisignani per chiedergli un favore. E’ quanto sarebbe emerso dalle registrazioni telefoniche trasmesse agli inquirenti di Napoli che tentano di fare luce sulla cosiddetta lobby P4. Secondo quanto finora trapelato, il noto imprenditore avrebbe chiesto al faccendiere amico di Gianni Letta di intervenire personalmente in modo da favorire la nomina di Gianni Punzo (amico e socio del patron della Ferrari) alla vicepresidenza di Confindustria Napoli. Per centrare l’ambizioso obiettivo, Bisignani avrebbe deciso di operare uno sfiancante pressing su Stefano Lucchini, responsabile Relazioni istituzionali dell’Eni e membro della Giunta di Confindustria Napoli, ma i suoi tentativi si sarebbero rivelati vani.

La Biancofiore contro la Boccasini – E ad arricchire le carte della corposa inchiesta, che – lo ricordiamo – ha già investito esponenti politici di primo piano come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta  e alcuni ministri, ci sarebbero anche i nomi di molte parlamentari pidielline. Prima tra tutte Michalela Biancofiore che, nello scorso mese di gennaio, avrebbe riferito a Bisignani i “trascorsi rissosi” del figlio della pm Ilda Boccasini (il magistrato che indaga sul Cavaliere nel processo Ruby), suggerendogli implicitamente di andare a fondo della vicenda per intavolare una campagna mediatica contro il caustico magistrato. Ne sarebbe scaturito un titolone a tutta pagina su Il Giornale: “Pressioni della Boccassini per salvare il figlio?”, destinato a sollevare un polverone di polemiche e maldicenze.

Ministre nel mirino – Non basta: nella rete del faccendiere sarebbero finite anche molte esponenti dell’attuale squadra di governo, seppure – è doveroso precisarlo – non è ancora stata chiarita la reale natura dei rapporti avuti. La responsabile dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, già chiamata a riferire su un incontro avuto nell’ufficio di Bisignani qualche tempo fa, ha dichiarato di non ricordare i contenuti dell’amichevole chiacchierata, mentre il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, si è limitata a dire che i rapporti con Luigi Bisignani sono stati frequenti.

Il rapporto con la Santanchè – Quanto a Mara Carfagna, stando alle dichiarazioni rese dai suoi portavoce, il ministro delle Pari opportunità sarebbe stata ascoltata dagli inquirenti napoletani in riferimento ad accadimenti diversi da quelli riconducibili alla rete di Bisignani, ma il sospetto che la Carfagna si sia intrattenuta più volte a parlare con il faccendiere permangono. Più complesso il rapporto tra Luigi Bisigani e Daniela Santanchè: le testimonianze finora raccolte dai pm raccontano, infatti, di un iniziale idillio tra i due (che avrebbe addirittura spinto Bisignani a caldeggiare la nomina della pasdaran del Pdl a sottosegretario) sfociato poi in un’improvvisa rottura. Uno strappo presumibilmente legato alla vicinanza della Santanchè al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, responsabile di una linea editoriale poco gradita allo stesso Bisignani.

Maria Saporito

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