Raduno Pontida: lo scetticismo di Casini e Di Pietro

Mentre il countdown per l’intervento di Umberto Bossi sul palco di Pontida incalza, a disinnescare le illusioni di quanti credono che dal prato padano possa levarsi un de prufundis all’indirizzo del governo sono stati ieri Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. “Dalla Lega non ci aspettiamo niente”, ha tagliato corto l’ex pm, mentre il centrista ha sottolineato la necessità di destinare altrove l’attenzione nazionale, bollando l’appuntamento leghista come un evento dal forte appeal folcloristico.

Per Di Pietro solo fumo – “Domani a Pontida ci sarà il solito fumo per coprire la mancanza di arrosto, una Lega che è legata mani e piedi a Berlusconi e alla sua classe dirigente che illude ancora i cittadini, facendo credere che spostando qualche ministero i problemi si risolvano”. La previsione del numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, sul raduno di Pontida in corso di svolgimento oggi è stata impietosa. Secondo l’ex togato, infatti, tra il Carroccio e il Pdl esiste un rapporto talmente viziato dai reciproci interessi da non poter consentire alcun cambiamento. “La Lega come tutto il centrodestra – ha continuato ieri Di Pietro – non ha più niente da dare e da dire al Paese. Noi non ci aspettiamo nulla dalla Lega di domani (oggi per chi legge, ndr), ci aspettiamo molto dagli elettori”.

Reticenze contro il folklore – Uno scetticismo condiviso anche da Pier Ferdinando Casini: “Con tutto il rispetto per la Lega – ha dichiarato ieri ai microfoni del Tg1 – non mi sembra molto importante ciò che accadrà a Pontida: al netto del folklore e della scenografia conta molto di più, per le famiglie italiane, ciò che accade ad Atene o le parole di Moody’s sul debito pubblico italiano. C’è in giro – ha evidenziato il leader dell’Udc – poca consapevolezza dei rischi che corriamo”. Chissà se il Senatur smentirà le loro previsioni?

Maria Saporito