Riforma fisco: Salvini pronto a scendere in piazza

Dopo Roberto Calderoli, anche Matteo Salvini, europarlamentare della Lega, si è unito al “grido di guerra” levato da Cisl e Uil che invocano la realizzazione di una riforma fiscale considerata ormai improcrastinabile. Per l’esponente del Carroccio, infatti, la situazione ha raggiunto livelli preoccupanti e impone di intervenire con tempestività. E interpellato da Radio Capital sulle misure che potrebbero essere messe in atto per rilanciare il Paese: “Non capisco perché Tremonti – ha risposto il leghista – si ostini a non innalzare la tassazione al di sopra di un certo patrimonio”.

In piazza con i sindacati – “Non avrei problemi a scendere in piazza, anche con Cgil, Cisl e Uil o con chiunque voglia la riforma fiscale, anche se, secondo me, una parte dei problemi di questo Paese si devono anche ai sindacati”. L’europarlamentare del Carroccio, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio Capital, ha ieri evidenziato la centralità di un punto considerato irrinunciabile dal suo schieramento: l’avvio di una nuova riforma del fisco. Un punto su cui il leader, Umberto Bossi, non mancherà sicuramente di intrattenersi nel corso dell’atteso raduno odierno di Pontida.

Il suggerimento a Tremonti – E interpellato sulla difficile situazione economica dell’Italia: “Non mi fido delle tabelline delle agenzie di rating – ha detto ancora Salvini – che abbiamo visto dove hanno portato l’Europa, la Grecia e l’Irlanda, ma so bene che la situazione è difficile perché chiudono troppe imprese”. Quanto all’oggettiva difficoltà di reperire risorse (capaci di avviare una riforma del fisco seria) in un momento così  complicato: “I soldi si possono trovare – ha tagliato corto il mancato vicesindaco di Milano – Non capisco perché ancora Tremonti in particolare non accetti l’idea di andare a innalzare la tassazione sulle rendite finanziarie a breve termine sopra un certo patrimonio. Lì – ha concluso l’europarlamentare leghista – di soldi da andare a recuperare ce ne sarebbero”.

Maria Saporito