Basket, Finale Scudetto: Siena campione d’Italia

Basket, Siena – Lo sport è fatto di sorprese, di colpi di scena, di imprese impossibili che si avverano. Ma a volte no. A volte lo sport segue l’umana logica per cui il più forte alla fine trionfa. E così è stato anche in questo lungo campionato di basket. Ha vinto il più forte, la squadra più in forma che durante tutto il corso della stagione ha mostrato la maggiore solidità e continuità di risultati. Una corazzata insomma, inarrestabile per chiunque in Italia.

Gara-5 – Siena ottiene il quinto scudetto di fila, il sesto della sua storia. L’incontro decisivo disputato ieri sera ha visto i toscani imporsi sul filo di lana con il punteggio di 63-61 su Cantù. E’ festa grande per i senesi, con il tecnico Pianigiani in testa, ma gli applausi sono tutti per i canturini che hanno sempre giocato alla pari con i più forti avversari, vincendo anche uno scontro diretto in questa finale e arrivando ad un soffio anche dall’imporsi nella decisiva sfida di ieri. Nei primi minuti di partita Siena accusa la tensione e l’importanza del momento: il canestro si fa piccolissimo e ci vorranno 6 minuti prima di vedere il primo centro toscano. Nel frattempo Cantù è avanti 10-0. Dopo un avvio contratto Siena si scioglie e trae beneficio dall’ingresso in campo delle seconde linee.

La festa – L’ascesa della Mens Sana è evidente e raggiunge i toscani sul pareggio a metà gara. A inizio ripresa, si registra il primo vantaggio casalingo: 28-25. Pur avendo adesso Siena il controllo del gioco, i biancoverdi non riescono a scappare. A inizio ultimo quarto poi, cominciano i fuochi d’artificio: Kaukenas indovina la tripla del pesante 55-48, due immensi Micov e Green risaliranno la china fino al 61-60 a pochissimo dalla fine. E’ un finale da fibrillazione cardiaca, sulla roulette dei tiri liberi Markoishvili sbaglia apposta il secondo per sperare nel rimbalzo, ma il pallone è senese e la partita finisce. A volte lo sport è imprevedibile, altre volte no. Onore ai campioni, applausi per un avversario comunque all’altezza.

Rosario Amico