Grecia, l’Ue rinvia la decisione di sbloccare la nuova tranche di aiuti

La Grecia dovrà aspettare fino a metà luglio e prima introdurre misure di austerità per ricevere la nuova tranche di aiuti. È quanto ha deciso l’Eurogruppo dopo sette ore di colloqui a Lussemburgo tra i ministri delle Finanze Ue.

Il rinvio. I ministri delle Finanze dell’eurozona hanno rinviato la decisione di sbloccare la quinta tranche del prestito alla Grecia. Il Governo ellenico dovrà aspettare fino a metà luglio e prima ricorrere a misure di austerità per ottenere i 12 miliardi di euro previsti dal piano di aiuti.
La decisione è stata presa dopo sette ore di colloqui a Lussemburgo, dove i ministri dell’eurozona hanno deciso di mantenere la pressione sulla Grecia posticipando l’adozione della decisione finale all’approvazione da parte del Parlamento ellenico delle leggi di riforma fiscale e alla vendita di alcuni asset produttivi. “Abbiamo bisogno di una chiara decisione del Parlamento greco”, ha dichiarato il ministro delle finanze belga, Didier Reynders, al termine del lungo negoziato a Lussemburgo, preso atto della fiducia al nuovo esecutivo del premier George Papandreu. Il comunicato finale impegna anche i ministri Ue a mettere insieme un secondo piano di salvataggio per la Grecia, ulteriore rispetto al programma iniziale di 110 miliardi deciso nel maggio scorso, che prevederà anche il coinvolgimento di investitori privati che detengono il debito greco.

Le reazioni dei mercati. L’eco della crisi greca e del posticipo del nuovo finanziamento spinge ancora una volta al ribasso le principali borse europee nell’avvio di questa settimana, reputata cruciale per il salvataggio del Paese ellenico, visto che la manovra di contenimento del debito deve essere approvata a breve dal Parlamento di Atene. Londra stamane cedeva lo 0,8%, Francoforte l’1,2% e Madrid l’1,3%, mentre Milano faceva registrare il peggior parziale negativo, -2,09%. Cedono nel loro complesso le banche, a partire dall’italiana Mps (-5,18%), al primo giorno di aumento di capitale. Oltre Bank of Ireland (+2,36%), le vendite colpiscono infatti Rbs (-2,85%) a Londra, Credit Suisse (-1,87%) a Zurigo e Bbva (-1,86%) a Madrid, dove le negoziazioni sono partite in ritardo per problemi tecnici.

Marco Notari