Ministeri al nord: PD e PdL contro la Lega

In onda per lo “speciale Pontida” su La7 Enrico Mentana aveva chiesto già ieri all’europarlamentare leghista Matteo Salvini se il tema dello spostamento al nord dei ministeri con portafoglio avrebbe potuto rappresentare il “casus belli” utile a portare a compimento la rottura con il Popolo delle Libertà.
Salvini ieri ha eluso bene la domanda, ma le dichiarazioni di oggi dell’area “romana” del PdL (e anche del Partito Democratico) non lasciano presagire niente di buono per il futuro della maggioranza e della convivenza fra il Carroccio e il partito del premier.

Lega: iniziata la raccolta firme, e ultimatum al Governo – Trasferiti per decreto i ministeri senza portafoglio di Umberto Bossi e Roberto Calderoli a Monza, nel giro di qualche mese arriverà in Parlamento anche la proposta di legge per portare al nord i ministeri “pesanti” (si era parlato di Economia, Sviluppo Economico e perfino del ministero dell’Interno di Roberto Maroni).
In occasione del raduno di Pontida di ieri, infatti, il Carroccio ha avviato la raccolta firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare; sono necessarie 50mila firme, ma il partito di Bossi mira a traguardi numerici senz’altro più consistenti. La norma per la “territorializzazione” dei ministeri, d’altronde, è stata inserita anche nello scadenziario presentato dal palco del raduno, come una delle norme la cui approvazione è stata posta come “conditio sine qua non” per il proseguimento dell’esperienza di Governo.

La contro raccolta firme di Alemanno e Polverini – Scattata l’operazione 50mila (e più) firme della Lega, il sindaco di Roma Gianni Alemmano ha prontamente risposto lanciando l’idea di una petizione a sostegno di Roma Capitale, e contro il trasferimento dei ministeri, che vorrebbe trasformarsi in una mozione parlamentare trasversale a maggioranza e opposizione.
La governatrice del Lazio Renata Polverini è intervenuta oggi per ribadire la sua disponibilità a firmare qualsiasi tipo di appello a difesa dell’unità e di Roma Capitale, mentre ampi settori del PdL si sono detti pronti a votare in Parlamento contro la proposta della Lega.
Già il primo punto dello “scadenziario di Pontida” finirebbe, in questo caso, per uscire bocciato da Governo e Parlamento, mettendo, in teoria, a rischio la tenuta dell’esecutivo. “Credo che per mantere in vita un governo non si possa sacrificare la Capitale. – ha commentato Alemanno – Poi se il governo tiene bene, se no ne prenderemo atto”.

Anche il PD contro la Lega – Il Partito Democratico, che già ieri aveva bollato la proposta avanzata dal Carroccio come “una stanca, imbarazzata e impotente propaganda”, ha raccolto la necessità di far esprimere il Parlamento contro lo spostamento dei ministeri e ha annunciato un’iniziativa in aula già per domani.
“Domani il Partito Democratico presenterà alla Camera un ordine del giorno al decreto sviluppo – ha spiegato in conferenza stampa il capogruppo Dario Franceschini – e chiederà un voto dell’Aula contro lo spostamento dei ministeri al Nord. Se hanno tanta voglia di tornare al Nord lo possono fare e lo faranno il prima possibile, ma senza i loro ministeri“.

Mattia Nesti