MotoGP, Ducati rivoluziona la Gp11 in vista di Assen

MotoGP, rivoluzione Ducati – In realtà questo progetto era stato messo in cantiere già dai test di Estoril, poi ulteriormente evoluto dopo il primo contatto con la Gp12 ed ora ufficializzato viste le terribili performance di Silverstone. Ducati in questi mesi sta davvero lavorando sodo, portando avanti su due linee parallele il progetto del 2011 e quello del 2012, tutto per tornare là davanti e dare a Valentino una moto amica e sopratutto competitiva. Un incredibile sforzo che ad Assen potrebbe, finalmente, dare i suoi frutti visto che oramai è la versione evoluta della Gp11 (denominata Gp11.1) è pronta a scendere in pista con il chiaro obbiettivo di far tornare sorrisi e speranze a tutti i tifosi.

Preziosi spiega – Questa volta non stiamo parlando solo di una piccola evoluzione in un dato settore, bensì di una profonda rivisitazione in tutte le sue parti, come ci spiega lo stesso Filippo Preziosi: “Abbiamo deciso di realizzare la GP11.1, cioè un motore 800cc inserito nella ciclistica della GP12, per avere la possibilità di accelerare lo sviluppo della moto per il prossimo anno e, contemporaneamente, fornire ai nostri piloti una base di partenza dal potenziale più elevato per il campionato in corso. Questa scelta potrebbe richiedere al team qualche gara per sfruttarne appieno il potenziale ma l’abbiamo portata avanti perché la riteniamo un passo importante nel nostro processo di sviluppo. Il cambio di nuova generazione d’altro canto rappresenta una soluzione che pensiamo sia un miglioramento già dall’immediato

Rossi spera – L’attuale 800 è stata dunque “millizzata“, con profondi cambiamenti sia per quanto riguarda il particolare telaio (ricordiamo che la D16 ha il motore portante), scarichi, carter e anche un nuovo cambio chiamato DST (Ducati Seamless Transmission) progettato per rendere i tempi di cambiata molto più rapidi, esattamente come quello della Honda. Ovviamente anche Rossi sorride: “I ragazzi in Ducati hanno fatto un gran lavoro, che ci ha permesso di arrivare ad un’altra tappa dello sviluppo della nostra moto. Dovremo fare, in pochissimo tempo, un doppio lavoro pensando sia alla ricerca delle regolazioni di base per le novità tecniche, sia alla messa a punto generale per la gara. Sarà dura ma siamo contenti e motivati dal lavoro che stiamo facendo” Non resta che attendere il verdetto della pista. Incrociamo le dita.

Riccardo Cangini