Pontida il giorno dopo: le reazioni dell’opposizione

Il discorso pronunciato ieri mattina da Umberto Bossi dal “sacro” prato di Pontida? Ha convinto poco gli esponenti dell’opposizione, compatti  nel constatare che l’alleanza tra la Lega e il Pdl è mantenuta in vita solo per una reciproca convenienza. “Come al solito – ha notato la democratica Anna Finocchiaro – la Lega abbaia ma non morde e continua a sostenere un governo che sta affossando il Paese”. Per il dipietrista Massimo Donadi: “La maggioranza è tenuta insieme dal collante del potere“, mentre il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha posto l’attenzione sulla difficoltà del Senatur di consegnare al suo popolo l’unica promessa realmente invocata: quella di staccare la spina al governo Berlusconi.

Finocchiaro: Lega abbaia ma non morde – “Da giorni Bossi e i suoi ministri continuavano a dire che l’evento di Pontida sarebbe stato un vero e proprio ultimatum per Berlusconi. Francamente siamo delusi perchè mai si è visto un ultimatum con una scadenza tanto lontana, addirittura fra due anni nel 2013″. Così la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha ieri commentato a caldo il discorso pronunciato da Umberto Bossi dal palco di Pontida in occasione del tradizionale raduno leghista. “Come al solito – ha aggiunto la democratica – la Lega abbaia ma non morde e continua a sostenere il governo Berlusconi che sta affossando il Paese”.

Propaganda vuota e deludente – Per la senatrice, l’intervento del Senatur si è limitato a perpetuare la solita stanca propaganda: “Bossi minaccia di far cadere il governo ma subito lo rassicura sostenendo che la leadership di Berlusconi non è in discussione – ha osservato la Finocchiaro – Annuisce ai suoi elettori che invocano la secessione ma in tre anni di governo non è riuscito a portare a casa nemmeno un serio provvedimento sul federalismo fiscale. Invita gli allevatori a non pagare le multe sulle quote latte e a recarsi in Parlamento dai farabutti dimenticandosi di essere lui stesso parlamentare e addirittura ministro della Repubblica. Chiede di tagliare le auto blu e gli stipendi dei parlamentari – ha insistito la capogruppo dei senatori del Pd – ma su questo non risulta un solo testo di legge a sua firma”.

Donadi: Si vada alle elezioni – Impietoso anche il commento del dipietrista Massimo Donadi : “A palazzo Chigi – ha detto riferendosi al discorso di Umberto Bossi – avranno tirato un sospiro di sollievo. Gli italiani, invece, dovranno continuare a stringere la cinghia per colpa di un governo e di una maggioranza tenuta insieme solo dal collante del potere. Una maggioranza senza più idee e spinte propulsive. Per questo – ha rincarato il capogruppo dell’Idv alla Camera – è meglio che si facciano da parte e si vada presto ad elezioni per il bene del Paese”. Più stringato, ma non per questo meno ficcante, il giudizio di Pier Ferdinando Casini: “Bossi – ha notato il centrista – si è arrampicato sugli specchi per non rispondere alla questione vera che gli hanno posto i leghisti: togliere la spina a Berlusconi”.

Maria Saporito