“Sud”: su Iris, la denuncia di Salvatores contro il sistema italiano

Elezioni, brogli elettorali e disoccupazione sono i temi al centro del film-denuncia di Gabriele Salvatores, Sud. Iris, la rete free del Dtt Mediaset diretta da Miriam Pisani , propone la settima opera del regista napoletano naturalizzato milanese per la prima serata di lunedì 20 giugno 2011.

Il seggio elettorale di Marzamemi, un piccolo centro del Sud d’Italia, è turbato dall’irruzione di quattro disoccupati (Silvio Orlando, Antonio Catania, Marco Manchisi e Mussié Ighezu), tre italiani ed un eritreo. Il fine è quello di occupare, in segno di protesta contro i palesi brogli organizzati dall’onorevole Cannavacciuolo (Renato Carpentieri), la scuola che ospita le votazioni. Il caso vuole che nella sede del seggio vi sia anche Lucia (Francesca Neri), la figlia del politico, che viene presa in ostaggio dai quattro. Inizia quindi una trattativa tra i “sequestratori”, intenzionati a resistere ad oltranza, e le Forze dell’Ordine. Ma Lucia, con un colpo di scena, smaschererà il padre, consegnando la scheda truccata, prova del broglio, ai Carabinieri…

Gabriele Salvatores, nato a Napoli il 30 luglio del 1950, ha iniziato la carriera cinematografica nel 1989 con il film Marrakech Express a cui, nel 1990, segue Turnè e, nel 1991, Mediterraneo, opera che gli vale un Oscar per il Miglior film straniero, nonché tre David di Donatello e un Nastro d’Argento per la Miglior regia. Alla “triologia della fuga” segue, nel 1992, Puerto Escondido e, nel 1993, Sud. Nel 1997 dirige Nirvana, nel 2000 Denti e nel 2002 Amnesia. Nel 2003 firma la regia di Io non ho paura, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, che gli vale una nomination agli Oscar e un Gattopardo d’oro-Premio Luchino Visconti.

Nel 2005 ha diretto Quo Vadis, Baby?, nel 2008 Come Dio comanda e nel 2010 Happy Family. A settembre dello stesso anno, Salvatores presenta fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia il documentario 1960. Attualmente è impegnato nella produzione del film Educazione siberiana, tratto dall’omonimo e acclamato dalla critica e dal pubblico romanzo di Nicolai Lilin, dove si racconta la vita criminale di un adolescente che vive nell’Europa orientale post comunista.

R. D. B.