Yara, ai genitori una lettera della madre del piccolo Giuseppe Di Matteo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:28

Nell’attesa che le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne che venne ammazzata dopo essere stata rapita il 26 novembre scorso a Brembate di Sopra, portino a qualche risultato – per il momento ci si è fermati alla constatazione della presenza di più tracce di dna addosso al cadavere -, ai familiari della vittima è giunta oggi la solidarietà di Franca Castellese, la madre del piccolo Giuseppe Di Matteo che poco più di quindici anni fa venne ucciso in un modo orrendo: il ragazzino venne sciolto nell’acido dal boss Giovanni Brusca.
Il delitto fu compiuto come vendetta nei confronti del padre della vittima, Santino, che anni prima si era pentito dei suoi trascorsi nella mafia, divenendo un collaboratore di giustizia. Giuseppe venne assassinato dopo più di due anni di prigionia.
La madre Franca ha scelto di inviare una lettera ai genitori di Yara. Questo il testo:

“Cari genitori di Yara,
con lo stesso vostro dolore e con il sostegno della fede vi scrivo per stringere le vostre mani e il vostro cuore al mio. Sono Franca Castellese, madre di Giuseppe Di Matteo, un angelo portatomi via e che sicuramente oggi dal Paradiso con Yara ci guarda e prova a consolare il nostro dolore atroce e infinito. Sia come mamma sia come madrina del Centro studi culturale Parlamento della legalità, desidero con Nicolò Mannino (che in questi anni è stato vicino alla mia storia) darvi una parola di conforto e di coraggio. Lo so, non è facile e non ci sono parole quando ci strappano dal cuore i figli, ma permettetemi di farvi sentire la nostra presenza, di abbracciarvi il nostro affetto, di asciugarci le lacrime reciprocamente.

Io nel mio portafoglio porto la foto di Giuseppe e, quando il mio cuore si stringe nel dolore e non ho più lacrime, bacio quella foto e la porto al mio petto, e prego incessantemente Dio di non dimenticarsi di noi mamme provate da un lutto che è insostenibile. Anche il sorriso di Yara sarà, anzi, è bello e luminoso come quello del mio Giuseppe e sono certa che stretti al loro sorriso ce la faremo a ridare un senso alla nostra vita e ai nostri giorni. Vedo qui davanti a me tante lettere che i giovani del Parlamento della legalità hanno scritto per voi, guidati in questa riflessione da Nicolò che da sempre si batte quotidianamente per una cultura di pace e di giustizia, e ho pensato che non poteva mancare la mia. Mettiamo tutto nel cuore di Maria, Madre della Consolazione e Donna che ha visto morire il suo Gesù. Lei ha avuto fede (la mia certe volte traballa) e ha visto la Risurrezione.
Chiediamo a Dio che la nostra Risurrezione non tardi e che quando abbracciamo “nei sogni” i nostri figli, angeli della gioia che nessuno può più portar via, ci diano quella forza e quella pace che è necessaria per tirare avanti. Vi siamo vicini e vi vogliamo bene, sperando un giorno di incontrarci. Ci riconosceremo dagli occhi ancora pieni di lacrime.
Con sincero affetto”.

S. O.

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