Berlusconi. Crisi di governo ora sarebbe una sciagura. Avanti fino al 2013

Roma – Berlusconi a palazzo Madama: “Condivido l’appello di Napolitano al senso di responsabilità“. “La crisi? Una follia, arriveremo al 2013“. “Le richieste di dimissioni dell’esecutivo sono un mero esercizio di propaganda” “Non voglio stare a palazzo Chigi per sempre”. E annuncia la riforma fiscale: “Le aliquota saranno tre“.

Crisi scongiurata – Berlusconi tira un sospiro di sollievo dopo il discorso di Bossi tenuto a Pontida e mostra tutto il suo ottimismo parlando al Senato: “Sono certo che il governo uscirà rafforzato da questo passaggio parlamentare. Le richieste di dimissioni sono un mero esercizio di propaganda, nessuno riuscirà mai a dividerci dalla Lega“.
Il suo discorso dura 45 minuti, ed è la premessa del voto chiesto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari, l’uscita di Fli e l’arrivo dei Responsabili.
Vogliamo completare il nostro mandato fino alla scadenza naturale della legislatura. I cittadini potranno giudicare complessivamente il nostro operato attraverso le elezioni politiche generali” continua Berlusconi.
Non c’è alternativa a questo governo, le tre o 4 opposizioni sono divise tra loro e non sono in grado di esprimere un leader. Insomma le contraddizioni della minoranza sono più gravi dei travagli della maggioranza“.

La riforma fiscale – E’ proprio sul fisco che punta la maggioranza, soprattutto la Lega. Le richieste di Pontida, anche se a 48 ore da domenica, sembrano già dimenticate. Nessun Ministero passerà al nord, ma solo uffici di rappresentanza che lieviteranno ancor di più i costi della politica, e sulla guerra in Libia non è stato deciso nulla di diverso da quanto votato due mesi fa.
Rimane allora la riforma fiscale.
Berlusconi sostiene che “non produrrà buchi di bilancio, ma un sistema più equo, benevolo e semplice“. A Tremonti che segue “il rigore“, il premier manda a dire che quella fiscale “è una sfida che va affrontata senza demagogia“. “Prima della pausa estiva attueremo misure necessarie a rispettare gli impegni europei con scelte sostenibili dalla nostra economia“. Ovvero il ridisegno dell’impianto delle aliquote: “Ce ne saranno solo tre e più basse.

Matteo Oliviero