L’Ue contro i Social Network

L’Unione Europea contro i social network. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell’Agenda digitale, non ci sta e va contro i social network. <<Mi rammarico del fatto che la maggior parte dei siti di socializzazione in rete non garantisca sistematicamente che i profili dei minori siano accessibili esclusivamente ai contatti da loro approvati. Sarà mia premura chiedere loro un chiaro impegno per colmare tale lacuna nell’ambito della revisione del quadro di autoregolamentazione attualmente in discussione. Questo non soltanto per proteggere i minori da contatti indesiderati, ma anche per tutelare la loro reputazione online. I giovani non sono pienamente consapevoli delle potenziali conseguenze della pubblicazione online di troppi dettagli sulla loro vita privata. L’educazione e la guida dei genitori sono sì necessarie, ma vanno integrate con altre forme di protezione che si devono protrarre finché i giovani non saranno pienamente consci delle conseguenze delle loro azioni>>.

 Bebo e MySpace dalla parte dei buoni. Nel comunicato l’Unione Europea tira le orecchie ai social network che non proteggono i minori e la loro sicurezza online. Mark Zuckerberg, che in passato non ha fatto mistero di voler estendere anche ai più piccoli le porte del proprio network, deve quindi fare i conti con una analisi che mette dalla parte dei buoni soprattutto Bebo e MySpace che, si legge nella nota, sono «impostati in maniera tale da impedire automaticamente che i profili degli utenti minorenni siano accessibili all’esterno della cerchia dei contatti da loro selezionati». Da questa lista però è escluso  Facebook il social network più in voga e più utilizzato, che mette a disposizione condizioni d’uso facilmente comprensibili per i minori ma non li protegge del tutto dai pericoli che si corrono sul web. Giudizio positivo anche per altri quattro social network, MySpace, Netlog e SchuelerVZ, che garantiscono ai minori di essere contattati solo dai loro amici e non da altre persone che potrebbero rivelarsi male intenzionate.

Daniela Ciranni