Musei Vaticani: finalmente apre al pubblico la Sala Matisse

Domani sarà inaugurata presso i Musei Vaticani la Sala Matisse. Si tratta di una stanza ampia e luminosa che contiene i cartoni preparatori, in scala 1:1, che il celebre pittore disegnò per le vetrate e le decorazioni su pareti della Cappella del Rosario a Vence, in Costa Azzurra. La sala si trova fra la cappella Sistina e la Cappella Paolina. I cartoni sono stati donati da Pierre, figlio di Henri Matisse, ai Musei Vaticani negli anni ottanta. Le opere sono state conservate per trent’anni; altri ventiquattro mesi circa sono stati necessari per capire come gestire l’allestimento di tali cartoni, che sono materiale prezioso per chiunque apprezzi l’arte contemporanea.

Quella che a partire dal ventitre giugno, il giorno dopo l’inaugurazione di domani, sarà aperta al pubblico, è l’unica collezione intera di Henri Matisse che esiste in Italia. I cartoni risalgono ad un periodo che si trova a cavallo fra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta. Oltre ad essere la sola collezione intera di Matisse in Italia, tali cartoni sono anche i “disegni preparatori” dell’ unica produzione in ambito sacro in cui si cimentò il pittore in tutta la sua vita.

Perché Matisse, che era agnostico, decise di lavorare per la Cappella del Rosario di Vence? Nell’ultimo periodo della propria vita Matisse, malato di cancro, strinse un ottimo rapporto con una suora, tale Agnes de Jesus. È proprio grazie all’amicizia che lo legava alla suora cattolica che Matisse decise di dedicarsi ad un’opera sacra, riuscendo a produrre lavori meravigliosi e dal forte impatto anche spirituale. Il fatto che non si sappia se credere in qualcosa o non si riesca a credere in nulla non significa che non esista, al proprio interno, una qualche propensione al mondo della spiritualità: in fondo fra un quadro ben fatto ed una preghiera detta col cuore non c’è troppa differenza.

M.C.