Piemonte: blitz contro la ‘ndrangheta, arrestato consigliere Pdl di Alessandria

Blitz contro la ‘ndrangheta in Piemonte: 19 arresti. Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 19 indagati per associazione mafiosa ed altri delitti, ritenuti esponenti di spicco di proiezioni delle cosche della ‘ndrangheta reggina in Piemonte. E’ questo l’importante bilancio del blitz contro le infiltrazioni mafiose che ha riguardato  stamane le provincie di Alessandria, Asti e Cuneo. I carabinieri hanno arrestato anche Bruno Francesco Pronestì, esponente della “locale” ‘ndrangheta del basso Piemonte, a cui appartiene anche, sempre secondo le accuse, un consigliere comunale del Pdl di Alessandria, Giuseppe Caridi.

L’attività investigativa. Le indagini condotte dal Ros, spiega un comunicato delle forze dell’ordine, hanno consentito di documentare le dinamiche associative di alcune ‘ndrine, attive nel basso Piemonte, che riproducevano il modello dell’area calabrese di origine, funzionale al coordinamento delle iniziative criminali delle articolazioni extraregionali con gli interessi dell’organizzazione madre. Le attività investigative, riporta l’agenzia TMnews, hanno inoltre confermato l’adozione delle tradizionali cariche e formule ‘ndranghetiste, documentando tecnicamente incontri, rituali ed affiliazioni.

Bruno Francesco Pronestì, il “capo società”. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, Pronestì, con il ruolo di “capo società”, dirigeva e organizzava il sodalizio criminale prendendo le decisioni più rilevanti, dirimendo i contrasti interni ed esterni che nascevano sul territorio e tenendo i rapporti con la Calabria. Le prime prove dell’esistenza di un “locale di ‘ndrangheta” in Piemonte sarebbero emerse nel 2009 ai tempi dell’operazione “Crimine”, nel corso della quale era stato documentato un incontro avvenuto all’interno di un agrumeto di Rosarno tra il “Capo Crimine” Domenico Oppedisano e i due indagati Rocco Zangrà, già in carcere in Calabria, e Michele Gariuolo.

I legami con la politica. Giuseppe Caridi, consigliere comunale del Pdl di Alessandria e capogruppo della Commissione politiche del territorio, eletto nel maggio 2007, è stato arrestato, stando alle spiegazioni del procuratore capo Giancarlo Caselli, perché dalle indagini è risultato essere un “picciotto” dell’ndrangheta: “secondo l’ipotesi di accusa, suffragata dal Gip” Caridi “è stato affiliato a pieno titolo nell’organizzazione superando iniziali difficoltà”. “Anche un politico – ha detto Caselli – se capace di adeguarsi alle regole dell’associazione, può rivelarsi una risorsa per il conseguimento dei fini dell’associazione stessa”.