Ballarò, governo e manovra finanziaria. Per poi chiudere col sorriso

Ballarò, ultima puntata –C’è aria da ultimo giorno di scuola. Anche questa stagione televisiva è andata e Ballarò si appresta a chiudere la sua nona stagione, già conscia di avere un futuro certo ed una puntata programmata per settembre. Quindi ci si vuole sì salutare, ma lasciando il discorso non completamente chiuso anche perché la questione politica è destinata ad evolversi, e di molto, nel corso dei prossimi mesi se non settimane. Si parte con un servizio dedicato a Berlusconi e le promesse più volte dette ma ancora non rispettate. Spietato il commento della Anna Finocchiaro: “Il discorso del premier non solo è stato ripetitivo ma letto anche con tono svogliato, come se neppure lui ci crede” Tocca quindi a Maurizio Sacconi difendere sia le parole del premier che l’operato del governo, persino riuscendoci grazie alla sua rara cattiveria mista ad abilità dialettica. Poi arriva il sindaco di Firenze Matteo Renzi, condottiero del “Nuovo che avanza” come dice il buon Crozza, e il primo match va all’opposizione.

Amato e la riforma finanziaria – Prima di andare avanti con il confronto, bisogna però dedicare dieci minuti all’ex presidente del consiglio Giuliano Amato, chiamato da Floris sia per dare un sincera e trasversale lettura dell’attuale situazione italiana, sia per scoprire il segreto di quella manovra finanziare dei primi anni novanta che riuscì a salvare il paese da fallimento certo. Le parole sono pacate e dotte, chiare e più volte disegnatrici di un “clima di coesione tra le varie parti presente allora ed oggi, purtroppo, assente”. Insomma, nel 2011 ci ritroviamo (quasi) nella stessa situazione con l’aggiunta di un maggiore attrito tra le varie parti e fazioni politiche, basti vedere i sindacati. Il collegamento con la nuova riforma finanziaria firmata da Tremonti è quasi obbligato. La manovra è pronta, il testo e scritto ma mancano i soldi. Un bel problema dal quale neppure il ministro Sacconi riesce ad uscirne, sviando le pungenti domandi del conduttore e costringendolo ad un cambio di argomento.

Clima acceso – P4, i giornali che pubblicano temo scomodi, gli scandali di questi ultimi anni tra colpi grossi e bassi. Argomenti gustosi che infiammano animi e parole. Il sempre imparziale ed esterno Paolo Mieli accenna un battibecco con Sacconi per quanto riguarda il diritto di cronaca, il sindaco di Verona Tosi ritorna sul caso Ruby disegnandola come una “Minorenne un po’ particolare e non proprio indifesa”, subito attaccato con vera rabbia dalla Finocchiaro che in tutto questo vede solo e sempre il reato di sfruttamento minorileRenzi che riesce a far partire l’applauso senza neppure esprimere la sua opinione. Ce ne sarebbe da parlare, ma non si può non concedere la parola al fido Pagnoncelli che, quasi con una certa malinconia, piazza nel megaschermo l’ultimo sondaggio su scala nazionale. Il popolo vede la fine del berlusconismo, critica le scelte riguardanti il lavoro ma plaude a quelle sull’immigrazione, vota PD ma non vede nella sinistra una reale alternativa. Insomma, si dice ma non si dice. Poi Floris chiama Crozza, il pubblico accoglie con emozione e parte un divertente siparietto del Presidente della Repubblica costretto a vivere e sopravvivere nel difficile mondo del Quirinale. Ma sì, ridiamo. In fondo la bella stagione è finalmente arrivata, costosa, ma è arrivata. Per tutto il resto si aspetterà settembre. Alè.  

Riccardo Cangini