Libia, Frattini: Sospendiamo i bombardamenti, la situazione è drammatica

Le bombe sulla Libia devono cessare, immediatamente. Il monito non giunge da una ong umanitaria o da un movimento pacifista, ma direttamente dal ministro degli Esteri Franco Frattini che oggi, nel corso del proprio intervento in commissione alla Camera in vista del Consiglio europeo che inizierà domani a Bruxelles, ha fatto il punto della situazione sul conflitto che da mesi interessa il paese nordafricano, prima sotto forma di guerra civile, tra truppe governative e ribelli, e poi con l’intervento della missione Nato a cui anche il nostro Paese ha dato la propria adesione.

Crisi umanitaria – I motivi addotti dal ministro Frattini, con l’auspicio che i bombardamenti vengono sospesi, sono presto detti: “E’ fondamentale la cessazione umanitaria delle azioni armate per consentire aiuti immediati – ha dichiarato il capo della Farnesina – ciò consentirebbe di evitare quello che il Consiglio nazionale di transizione (Cnt, ndr) teme: la consolidazione della spartizione in due della Libia. Ma permetterebbe anche e soprattutto l’accesso a località della Libia isolate nelle quali la situazione umanitaria è drammatica, come la periferia di Misurata e la stessa Tripoli“.
Il ministro ha poi proseguito dicendo che “se, come l’Italia auspica, questa sarà indicata come una soluzione praticabile, si tratterà di un primo passo per consentire di venire incontro a esigenze umanitarie gravissime“.

No agli errori – Frattini, che ha comunque voluto sottolineare che questo non è il caso della missione Nato in Libia, ha ribadito la necessità di porre la massima attenzione nella conduzione delle missioni per evitare che di mezzo ci vadano i civili, circostanza che, purtroppo, non è così rara quando si parla di interventi militari. A tal proposito, il ministro ha ricordato che per l’Italia esiste la “chiara e precisa raccomandazione sulla drammatica vicenda degli errori che colpiscono i civili”. Per ovviare a ciò “è opportuno chiedere sempre più dettagliate informazioni su esiti e risultati“.

Simone Olivelli