Melania, i genitori: Salvatore da solo in croce, un orco travestito da agnello

L’iscrizione nel registro degli indagati di Salvatore Parolisi, il marito della donna trovata assassinata a Ripe di Civitella mercoledì 20 aprile, ha contribuito a porre nuovamente in luce i comportamenti del caporalmaggiore: azioni compiute prima e dopo il delitto che non lo hanno portato ad attirare a sé la simpatia dei media e la fiducia degli investigatori.
Ma essere maggiormente feriti, probabilmente, sono stati i genitori di Melania Rea, la vittima di un giallo che ad oggi sembra inestricabile e che secondo alcuni, si pensi alla vicenda che ha coinvolto il pm romano Paolo Ferraro, potrebbe avere un’origine che va oltre la gelosia.

Delusioni e speranze – Gennaro e Vittoria Rea hanno deciso di tornare a parlare con i giornalisti: l’ultima novità delle indagini sulla morte della loro figlia è stata tale da scuotere un po’ tutti. Sapere che gli investigatori sospettano che Parolisi sia il colpevole dell’omicidio non è una cosa facile da gestire, anche se l’ipotesi era nell’aria da settimane. ‘Tore’ si era sempre mostrato un genero esemplare, almeno fino al giorno della tragedia: dopo quel tragico 20 aprile, sono venuti fuori anche i trascorsi ambigui del caporalmaggiore, un passato fatto di tradimenti e bugie.
Queste le parole usate dalla mamma di Melania: “Salvatore dice di essere come Cristo in croce? In croce ci si è messo da solo, ha fatto un grande sbaglio, non lo doveva fare. Spero che questa brutta cosa sia passeggera, spero che arrivino buone notizie e che Salvatore non sia colpevole, perché altrimenti Vittoria resterebbe senza una mamma e senza un papà“.
Ancora più crudo il commento del padre della vittima: “Per i tradimenti che ha riservato a mia figlia, vuol dire che in nove anni in casa abbiamo avuto un orco travestito da agnello“, ha detto Gennaro Rea che poi riguardo a un futuro incontro con il genero ha aggiunto che non gli dirà “niente”  perché “lui sa cosa deve fare, deve dire la verità“.

S. O.