P4: Barbareschi si smarca dal faccendiere

Anche l’ex finiano di ferro, Luca Barbareschi, è finito nella rete relazionale di Luigi Bisignani. Ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta P4, l’esponente del Gruppo Misto avrebbe ammesso di conoscere il faccendiere agli arresti domiciliari e di averlo interpellato in relazione alla possibilità di essere nominato nuovo direttore artistico del Teatro Stabile di Roma. Un’ammissione che lo stesso Barbareschi ha però sbugiardato con una nota diffusa ieri: “Ribadisco con forza e determinazione – ha scritto l’attore – che tra me ed il signor Luigi Bisignani, pur essendoci un rapporto amichevole, non c’è stato niente che mi potesse indurre a chiedere un suo interessamento per la nomina a direttore artistico del Teatro Stabile di Roma”.

L’interessamento per l’Argentina – Partiamo dalle solite intercettazioni, che “inchioderebbero” anche Luca Barbareschi, alle prese con il suo desiderio di assumere la direzione artistica del prestigioso Teatro Argentina di Roma. Per centrare l’obiettivo, l’ex portavoce di Fli avrebbe chiesto una mano anche a Luigi Bisignani, come da lui stesso confermato ai titolari dell’inchiesta P4 che lo hanno ascoltato come persona informata sui fatti. “Effettivamente fra gli altri – ha dichiarato Barbareschi – mi sono anche rivolto a Bisignani per chiedere un suo interessamento in merito a una mia nomina a direttore artistico del Teatro Stabile di Roma. Lui mi promise un interessamento ma di fatto non è riuscito ad ottenere nulla”.

Il sogno infranto – “Tenga presente che io conosco benissimo Alemanno – ha continuato l’attore nella sua deposizione davanti al pm – con cui ho fatto campagna elettorale e quando lui per scherzare mi diceva: ‘se vinciamo le elezioni che vuoi fare? L’Assessore?’, io gli dicevo che non mi interessava fare l’assessore ma che mi sarebbe piaciuto dirigere un teatro, un’esperienza che conoscevo e che volevo ripetere. Alla fine – ha precisato Barbareschi – questo posto di direttore artistico è stato assegnato a Gabriele Lavia, che non è certo riconducibile al centrodestra”.

Bisignani può arrivare dappertutto – Non solo: interpellato dagli inquirenti sulla presunta capacità di Bisignani di condizionare scelte importanti su vari “scacchieri” (dalla politica all’imprenditoria più blasonata), l’esponente del Gruppo Misto ha così risposto: “Bisignani è persona che come ho detto è al centro di molte relazioni e quindi ha la fama di essere un soggetto che può arrivare un po’ dovunque. Nel mio caso – ha dettagliato Luca Barbareschi – io sapevo che era amico di Basile, che era il Capo Gabinetto di Alemanno. Tengo a dire che ovviamente a me Alemanno, che io conosco personalmente, mi aveva sempre rassicurato del fatto che avrei avuto un incarico che corrispondeva alle mie caratteristiche professionale, ma volevo che il Bisignani in qualche modo – ha spiegato l’attore – si accertasse se mi stavano prendendo in giro o meno”.

La smentita di se stesso – E ancora: “Basile per la verità mi ha telefonato e mi ha detto che si sarebbe informato della vicenda di mio interesse – ha aggiunto l’ex finiano – Tenga presente che per me, inoltre, il Bisignani è una persona vicina alla Presidenza del Consiglio e non mi riferisco solo a Gianni Letta ma anche al capo del Governo“. Dichiarazioni che però non hanno trovato riscontro con quanto scritto dallo stesso Barbareschi in una nota diffusa ieri per ammonire la stampa ciarliera. “Ribadisco con forza e determinazione – ha iniziato il parlamentare – che tra me ed il signor Luigi Bisignani, pur essendoci un rapporto amichevole, non c’è stato niente che mi potesse indurre a chiedere un suo interessamento nei miei confronti per la nomina a direttore artistico del Teatro Stabile di Roma. Nel nostro incontro – ha continuato Barbareschi – ci siamo limitati a commentare come fossero lenti i tempi per una nomina così delicata”.

L’inciviltà della giustizia – “Purtroppo continuano ad essere riportati stralci di un colloquio privato tra me ed il pm – ha aggiunto l’ex esponente di Fli – e ripeto che sono stato chiamato solo come persona informata sui fatti. Prego vivamente tutti gli organi di stampa di non riportare notizie che non corrispondono al vero. La magistratura dovrebbe garantire la massima riservatezza quando vengono condotte delle indagini così delicate – ha notato Barbarschi – per salvaguardare la privacy di chi viene ascoltato ma non è imputato. E’ così che in un Paese civile deve funzionare la macchina della giustizia”.

Maria Saporito