A “Pomeriggio Cinque”, Gennaro Rea

A “Pomeriggio Cinque”, Gennaro Rea. Ai microfoni di “Pomeriggio Cinque”, Gennaro Rea, padre di Melania è tornato a parlare di Parolisi sostenendo che la famiglia vuole ancora credere alla sua versione dei fatti. Il papà di Melania prosegue, affermando che il tradimento è una cosa, l’omicidio è un’ altra.

Melania ha minacciato l’amante del marito – I familiari si augurano che domani, ad Ascoli vengano chiariti i tanti punti oscuri della vicenda da parte degli inquirenti. Il movente adesso c’è, ed è chiarissimo. Melania Rea sarebbe stata uccisa perché voleva denunciare quelli che riteneva “gli scandali” che accadevano nella caserma in cui lavorava il marito, Salvatore Parolisi e in particolare la relazione che Ludovica, la soldatessa, aveva con lui. Secondo gli investigatori, che hanno iscritto Salvatore Parolisi nel registro degli indagati per omicidio volontario, l’uomo, per paura di compromettere la sua carriera, avrebbe deciso di “mettere a tacere” la moglie Melania, perché non rivelasse tutta la verità sui suoi flirt in caserma, e non solo con Ludovica. Al centro delle indagini, c’è comunque sempre la convinzione che Melania sia stata uccisa da qualche altra parte e poi trasportata nel bosco del Teramano. Una macabra messinscena, sulla quale la Procura di Ascoli Piceno continua ad indagare senza sosta.

Parolisi risponderà o meno ai magistrati – Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito e addestratore delle soldatesse al 235/0 Rav Piceno, indagato per uxoricidio, sta mettendo a punto la strategia difensiva con i suoi avvocati, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, di Perugia, ripercorrendo in particolare le dichiarazioni rese nei tre colloqui che ha già avuto con i magistrati di Ascoli Piceno, in veste però di persona informata sui fatti. Dichiarazioni caratterizzate, secondo gli inquirenti, da troppe contraddizioni o particolari taciuti, che alla fine, incrociati con altri elementi emersi dalle indagini (foto, testimonianze, traffico telefonico) hanno portato a mettere in dubbio la sua versione dei fatti e l’iscrizione nel registro degli indagati.

Maria Luisa L. Fortuna