Melania, Parolisi ha altre sim segrete? Le fin troppe ingenuità del marito

I segreti di Salvatore Parolisi sono tanti, questo pare certo. E sembra altrettanto evidente che molti non siano stati ancora rivelati. Ma una domanda si presenta nelle menti di chi segue il giallo di Ripe di Civitella, dove il 20 aprile scorso qualcuno comunicò la presenza di un cadavere poi riconosciuto in quello di Melania Rea scomparsa due giorni prima, ed è questa: perché il marito della vittima ha commesso così tanti passi falsi?
Parolisi, caporalmaggiore del 235° Rav Piceno, non sarà stato un marito integerrimo ma non si può fare a meno di notare l’ingenuità nelle mosse compiute: se davvero fosse lui l’assassino della moglie, perché incorrere in così tanti errori? Perché agire in un modo tale da attirare su di sé l’attenzione di media e inquirenti? Pulsione autodistruttiva, seguita al senso di colpa, o cos’altro?
Da un istruttore militare ci si aspetterebbe disciplina e scaltrezza nel tenere tutto sotto controllo e invece colui che per i familiari era sempre stato ‘Tore’ sembra essere colto di continuo da ingenuità.

Altre sim segrete? – L’ultima svolta nelle indagini sulla morte di Melania Rea potrebbe venire dalla scoperta di altre sim segrete possedute dal marito. Oltre a quella utilizzata per organizzare gli incontri con l’amante, ex allieva, Ludovica Perrone, Parolisi potrebbe nascondere altre schede: a sostenerlo sarebbe stato l’amico Raffaele Paciolla, guardia carceraria e tra i primi a ricercare il 18 aprile scorso la vittima dopo la denuncia della scomparsa fatta dal caporalmaggiore.
Paciolla, ascoltato ancora una volta dagli inquirenti, ha raccontato che in quei giorni ricevette alcuni sms da un numero che non risulta tra le utenze inserite all’interno dei verbali dell’inchiesta.

La pista del pm Ferraro – Per chi è propenso a cercare tra le ipotesi alternative o semplicemente per chi nel giallo di Ripe di Civitella vede qualcosa in più di un semplice caso di cronaca nera, è naturale collegare la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Salvatore Parolisi alla quasi simultanea sospensione comminata al magistrato Paolo Ferraro, pm romano reputato infermo mentalmente e sollevato dal suo incarico per quattro mesi.
Il magistrato ha indagato sulla presenza di una setta satanica di cui avrebbero fatto parte anche ufficiali dell’esercito, una storia “sotteranea” che potrebbe essere collegata anche al delitto di Melania: la donna sarebbe stata avvistata nella Procura di Roma, nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio.
Follie, fantasie da noir o cos’altro?
Di questa storia colpisce il mistero ma anche la banalità con cui accadono certe cose.

Simone Olivelli