Melania, profilo fake di Parolisi e minacce a Paciolla: il giallo su Facebook

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:36

Il giallo di Ripe di Civitella sconfina anche nel virtuale. Stando a quanto riportato da un lancio dell’Agenzia giornalistica Italia (Agi), gli inquirenti che indagano sull’omicidio di Melania Rea, la ventinovenne assassinata con più di trenta coltellate lo scorso 18 aprile e ritrovato nel bosco delle Casermette (Te) due giorni dopo, si sarebbero rivolti alla Polizia postale con l’obiettivo di fare luce su due vicende che potrebbero avere a che fare con l’inchiesta.
A interessare gli investigatori sarebbe innanzitutto il falso profilo posseduto da Salvatore Parolisi, marito della vittima e al momento unico indagato per l’assassinio, sul social network Facebook probabilmente per interagire, passando inosservato, con le proprie amanti. L’uomo, che è caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno, ha confessato di avere avuto alcune storie – delle quali una particolarmente lunga con l’ex allieva Ludovica Perrone – con soldatesse della caserma ‘Clementi’ di Ascoli Piceno e per gli inquirenti questi trascorsi potrebbero aver alimentato in qualche maniera il movente che spinse l’omicida ad agire.
Per la cronaca, Parolisi su Facebook aveva assunto il nickname Vecio Alpino.

Minacce a Paciolla – Gli agenti della Polizia postale, però, si stanno interessando anche di un’altra vicenda: nei primi giorni di giugno, qualcuno ha minacciato sempre su Facebook la guardia carceraria Raffaele Paciolla. Quest’ultimo, amico di Parolisi, è anche colui che per taluni aspetti ha contribuito a far risaltare le incoerenze raccontate dal marito di Melania, nello specifico la vicenda collegata al luogo del ritrovamento del cadavere: il caporalmaggiore in un primo tempo dichiarò di sapere l’esatto punto in cui Melania venne trovata perché aveva visto una fotografia scattata con il cellulare di Paciolla. Episodio però totalmente smentito dalla guardia carceraria.
Le minacce all’amico di Parolisi sono giunte sotto forma di un invito a stare attento a quello che avrebbe fatto, con esplicito riferimento alla collaborazione che Paciolla avrebbe potuto dare alle indagini.
A parlare dell’episodio è stato il legale della guardia carceraria, l’avvocato Tommaso Pietropaolo, che ha dichiarato: “Al momento non abbiamo novità. Ma la vicenda è molto recente, e quindi dobbiamo attendere l’esito delle ricerche delle forze dell’ordine. Per il resto noi pensiamo che possa essersi trattato dell’opera di un mitomane, ma potrebbe essere anche qualcosa di piu’ serio, tanto piu’ che nella minaccia era scritto esplicitamente “stai attento a quello che fai…”.

Simone Olivelli

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