P4, Bisignani come Berlusconi: La loggia di Gelli? Non sapevo di farne parte

Paolo Bisignani potrebbe essere solo uno dei nomi a cui corrisponde una faccia oscura dell’Italia, quella non interessata a comparire nei salotti degli approfondimenti televisivi, quella di cui si fa fatica a ricordare i tratti somatici dei suoi appartenenti.
Indagato e costretto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta denominata P4 sulla presunta esistenza di un gruppo segreto che avrebbe avuto l’obiettivo di condizionare la vita dello Stato, influenzando gli equilibri di potere e nello specifico la gestione degli appalti, l’uomo d’affari – ma sarebbe meglio chiamarlo faccendiere – ha negato nel corso di uno dei primi interrogatori a cui è stato sottoposto lo scorso marzo di aver mai fatto parte di logge massoniche.

Iscrizioni involontarie – Era il 9 marzo scorso e Bisignani, ascoltato dai magistrati napoletani, dichiara: “Non ho mai messo piede in una loggia massonica, e non sapevo di essere iscritto alla P2″. Un po’ come l’attuale presidente del Consiglio che dichiarò di essersi iscritto alla loggia di Licio Gelli senza sapere bene cosa fosse. Piccole differenze come il numero di tessera: 203 per Bisignani, 625 per Berlusconi.
I due tutt’altro si conoscerebbero da tanto tempo. E’ lo stesso figlio dell’ex manager della Pirelli a confermarlo: “L’ho conosciuto tanti e tanti anni fa, quando non era neppure cavaliere del Lavoro“.

In fondo a Destra – A beneficiare dei ‘suggerimenti’ di Luigi Bisignani sarebbe stata anche Daniela Santanchè, attuale sottosegretario con delega per l’attuazione del programma di Governo. I due, secondo i ‘rumors’, sarebbero stati legati anche da una relazione sentimentale. Il faccendiere avrebbe consigliato alla loquace Santanchè la strada da prendere per riuscire a riposizionarsi adeguatamente nel mondo della politica dopo la separazione da An.
Queste le parole usate da Bisignani davanti ai magistrati napoletani: “Si trovò in un momento di difficoltà quando il segretario di Alleanza nazionale era Gianfranco Fini, che la esautorò da tutti gli incarichi del partito. Suggerii alla Santanchè di approdare alle file de La Destra, dove avrebbe avuto un ruolo di primo piano e una maggiore visibilità. Di seguito il mio consiglio si rivelò sbagliato, poiché La Destra andò molto male alle elezioni del 2008, anche perché Berlusconi non permise, diversamente da quanto io avevo previsto, l’apparentamento elettorale”.
Bisignani ammette anche un incontro avuto con il Premier per programmare il ‘reintegro’ della Santanchè: “Preciso che Berlusconi, con cui avevo parlato, mi aveva promesso che questo apparentamento elettorale ci sarebbe stato, perché in tal modo avrebbe prosciugato ulteriormente il bacino elettorale in cui attingeva Fini. Io, forte di questo incontro che avevo avuto con Berlusconi, avevo consigliato la Santanchè in tal senso“.

Simone Olivelli