P4, UE, FMI… Chi governa davvero l’Italia?

La Lega detta l’ultimatum al Governo: ministeri al Nord, riforma fiscale e senato federale. Il PdL, sulla spinta dell’area romana, cancella i ministeri al Nord (inventandosi gli “uffici di rappresentanza”), mentre Tremonti boccia l’idea della riforma fiscale e rilancia la manovra di rigore di 40 miliardi e del senato federale nemmeno si parla.
La Lega si agita e minaccia – “Berlusconi resta in carica solo se fa ciò che dico io” ha ribadito Bossi – ma poi vota in Parlamento e il Governo incassa un’altra fiducia.
Un gioco delle parti che, per ora, continua a rendere alla perfezione, permettendo alla maggioranza di tirare a campare, e all’opinione pubblica di avere qualcosa di cui disquisire.
Nel frattempo, però, c’è un altro Governo del Paese che sta attraversando giorni di grandi sconvolgimenti: è il Governo dei poteri forti, nazionali e internazionali, che si sta riposizionando alla luce delle inchieste sulla P4 e degli sviluppi di una crisi economica europea che, come predetto da Moody’s, potrebbe presto investire l’Italia.

Bisignani: il fulcro dello Stato parallelo – La P4 di Bisignani, al di là dell’usanza giornalistica di numerare le nuove reti di affari e di potere a partire dalla loggia di Licio Gelli, appare ogni giorno di più come realtà ben diversa dalla già vista P3, emersa la scorso anno e costruita da maldestri uomini di potere, rimasti fregati fra escort e appalti mal riusciti.
Secondo i materiali emersi fino ad oggi, intorno a Luigi Bisignani, già noto come uno dei “traghettatori” del sistema di potere dello “Stato parallelo” fra la Prima e la Seconda Repubblica, ruotavano le più importanti scelte strategiche nel campo della politica, dell’informazione, dell’economia.
L’uomo che “giocava a carte con Andreotti” al tramonto della Prima Repubblica – come raccontò in una telefonata l’ex deputato democristiano Emo Danesi – si scopre oggi un punto di riferimento onnipresente nei rapporti politici ed economici della classe dirigente del nostro Paese.

Tutto cambi, perché niente deve cambiare – Il giorno dopo l’arresto Luigi Bisignani appare come un simpaticone “estroverso” pronto a stringere amicizia con tutti, la cui unica pecca può essere quella di “parlare troppo”, di lasciarsi andare in eccessi di convivialità.
Ma, a prescindere dall’accertamento di eventuali reati che spetterà alla magistratura, l’emergere delle relazioni politico-economiche della cosiddetta P4, ricorda una volta di più al nostro gattopardesco Paese che al di là delle trasformazioni politiche apparenti (il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, il susseguirsi dei Governi o il rimescolarsi di alleanze e programmi…) persiste una forte struttura, uno “Stato parallelo” che è “antistato”, capace di governare gli indirizzi strategici del nostro Paese nell’interesse di ristretti gruppi di potere politico-economici, ben lontani dagli interessi del popolo italiano e certo poco interessati alla democrazia.

UE e FMI commissariano la democrazia – L’attacco alla democrazia non è, in ogni caso, una peculiarità riscontrabile solo nel nostro Paese.
Tutta l’Europa (Grecia e Spagna ne sono un esempio lampante) potrebbe rimanere stritolata nella morsa degli organismi economici internazionali, della UE e del Fondo Monetario Internazionale.
La crisi morde ancora, come è naturale che sia quando si decide di tenere in vita un sistema che porta in sé il germe della crisi stessa, e, in parallelo al nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia, il Parlamento Europeo si appresta a votare oggi l’Euro Plus Pact, l’imposizione su scala continentale di provvedimenti “lacrime e sangue” che devasteranno i diritti e i salari dei lavoratori, dei pensionati e delle nuove generazioni, secondo uno schema già testato in Grecia, dove dopo oltre un anno di interventi internazionali il Parlamento non ha più alcun reale potere decisionale, ed è ormai il Fondo Monetario Internazionale, insieme agli organismi finanziari, a dettare la politica sociale e economica del Paese, che sta strangolando un popolo stremato.

L’unico antidoto per evitare che anche la nostra Italia viva questo triste epilogo, con un’involuzione democratica per cui a banchettare saranno solo le oligarchie internazionali e i “Bisignani” nazionali, si chiama partecipazione attiva e consapevole.
Nei partiti, nelle associazioni, nella quotidiana ricerca di un’informazione libera e di un pensiero critico, nell’impegno in un progetto o in un sogno per il futuro…ma partecipazione politica attiva di ognuno di noi.
E allora, forse, tanti piccoli Davide potranno sconfiggere i Golia dell’antistato.

Mattia Nesti