Intercettazioni e P4, Lepore: Dovrebbero scandalizzarsi per i contenuti

Il ministro degli Esteri Franco Frattini constata, forse con un pizzico di rammarico, che “ormai i buoi sono usciti dalla stalla”, quello della Giustizia Angiolino Alfano parla di reati in fatto di pubblicazione di elementi non pertinenti all’inchiesta e il Giovandomenico Lepore, capo della Procura di Napoli nonché titolare dell’inchiesta più scottante del momento, non si capacita di come le polemiche nascano circa la forma con cui le notizie vengono rese note e non sul contenuto delle stesse.
Nell’Italia pronta a trasferirsi in spiaggia con ombrellone sotto braccio e oli abbronzanti in borsetta – totem già sacrificati un paio di domeniche fa in occasione dei referendum – la reintroduzione del ‘problema’ intercettazioni all’interno dell’agenda politica del Governo, avvenuta in conseguenza dello scoppio dello scandalo legato alla cosiddetta P4, non può non fare discutere.

Una strada già intrapresa, ma per dove? – Il Guardasigilli ha oggi rassicurato – e nello stesso tempo contraddetto quanto riportato dal quotidiano La Repubblica – circa le prossime intenzioni del Governo: nessuna volontà di realizzare un decreto legge, né un disegno di legge, ad hoc per regolamentare la questione intercettazioni, aggirando il campo della discussione parlamentare. La maggioranza di comune accordo avrebbe l’intenzione di perseguire nel cammino già intrapreso la scorsa estate. A tal proposito è lo stesso Alfano a dichiarare: “Noi abbiamo scelto un percorso tre anni fa e non intendiamo né fare un decreto né orientare la prua in una direzione differente dal disegno di legge che il 29 luglio dello scorso anno è già stato discusso dalla Camera“.
Poi il Ministro se la prende con quelle intercettazioni che non farebbero altro che oltraggiare la privacy dei cittadini: “Le intercettazioni si devono fare e sono un servizio giusto perché servono a scoprire i criminali. Quelle che non sono penalmente rilevanti e sono agli atti delle inchieste solo perché fatte durante le indagini ma non sono servite neppure per gli atti di custodia cautelare è sbagliato che siano pubblicate sui giornali”.

Lepore e il mondo alla rovescia – Tra coloro che sono rimasti maggiormente stupiti dalle posizioni assunte dagli esponenti del Governo in merito alle ultime indagini c’è Giovandomenico Lepore, titolare dell’inchiesta sulla misteriosa P4, il gruppo segreto ricollegabile alle figure di Luigi Bisignani e Alfonso Papa che avrebbe tramato a spese delle istituzioni per condizionare a proprio favore la vita pubblica del Paese. Lepore ha dichiarato: “Una cosa grave e che mi preoccupa è che la gente si sgomenta e si arrabbia per la diffusione delle intercettazioni, ma non per il contenuto delle stesse. Questo è molto grave. Io vorrei vedere un po’ di indignazione per i contenuti invece si cerca di delegittimare i magistrati dicendo che cerchiamo pubblicità, il che non è vero”. Lepore ha poi concluso accennando a ciò che prevede la legislazione vigente: “I fatti venuti fuori attraverso le intercettazioni non sono solo gossip, che peraltro noi vorremmo evitare, ma la legge ci impone di depositare tutti gli atti, con gli allegati”.

Simone Olivelli