Melania, autopsia: Uccisa da militare. Legali Parolisi: E’ in un luogo imprecisato

Mosse riservate al nemico, quelle che si attuano quando, in guerra, non ci si può tirare indietro dall’esercitare violenza su chi sta dall’altra parte della barricata. Una tecnica utilizzata anche per uccidere la moglie.
Potrebbe essere questo l’asso nella manica dei pm che oggi nel corso dell’interrogatorio a Salvatore Parolisi, l’unico indagato per l’assassinio della moglie Melania Rea, ritrovata cadavere il 20 aprile a Ripe di Civitella, cercheranno di ottenere elementi utili per fare ulteriore chiarezza sull’intera vicenda.
Il contributo a favore degli inquirenti sarebbe arrivato dalla relazione depositata dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci circa le due autopsie operate il mese scorso sul corpo della vittima.

Tecnica militare – Stando a quanto riferisce il quotidiano Il Messaggero, Melania sarebbe stata uccisa con quello che nel gergo militare viene definito come assalto ‘alla sentinella‘: l’aggressore con la mano tappa prima la bocca della vittima, poi le torce violentemente il collo e infine sferra violentemente la coltellata.
Un altro dettaglio della scena del crimine potrebbe rafforzare la tesi secondo cui l’omicida è a conoscenza delle tecniche militari: il fatto che Melania sia stata trovata con i pantaloni abbassati è poco riconducibile all’ipotesi, fatta in un primo momento, secondo cui la donna si trovava intenta a espletare i propri bisogni quando venne aggredita; per gli investigatori è più probabile che l’indumento sia stato calato dall’assassino per impedire alla vittima di cercare riparo nella fuga. Anche in questo caso si tratterebbe di un’astuzia conosciuta da chi è dentro al mondo dell’esercito.

Posto imprecisato – L’ipotesi che ad assassinare la ventinovenne di Somma Vesuviana sia stato qualcuno abituato a indossare la mimetica non assicura, tuttavia, che si sia trattato di Salvatore Parolisi: nelle ultime settimane, tanti elementi hanno riportato l’attenzione sulla caserma ‘Clementi’ quella dove è di stanza il 235° Reggimento Piceno e dove l’indagato lavora come istruttore delle soldatesse.
Intanto, ieri, i legali del presunto uxoricida hanno riconfermato che il proprio assistito si trova in una sorta di ‘calma olimpica’ perché consapevole di non avere responsabilità sull’accaduto. Gli avvocati hanno anche utilizzato un’espressione, come riportato da un lancio dell’agenzia stampa TmNews, che è parsa strana a più lettori: a chi chiedeva riscontri sulla situazione del caporalmaggiore, i legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno risposto dicendo che al momento Parolisi si trovava “in un luogo imprecisato“.
Come mai, per la prima volta, non dire in quale città Parolisi stia attendendo l’interrogatorio di oggi? Desiderio di ritrovare la giusta serenità lontano dai media o cos’altro?

Simone Olivelli