Melania, Parolisi non parla. Legale: Ha già risposto a 40 ore di interrogatori

Il giorno tanto atteso – forse ancor più da chi segue il caso sui media da sessantaquattro giorni a questa parte – nel giallo di Ripe di Civitella potrebbe concludersi con un nulla di fatto.
Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, ha scelto di non rispondere alle domande postegli dai pm della Procura di Ascoli Piceno Umberto Monti ed Ettore Picardi.
A renderlo noto è stato Walter Biscotti, l’avvocato che insieme al collega Nicodemo Gentile tutela gli interessi di Parolisi. Le probabilità che l’indagato si avvalesse della facoltà di non rispondere non erano basse.

“Aveva già parlato” – Il legale di Parolisi ha motivato la scelta presa con le seguenti parole: “Parolisi aveva già risposto ad oltre 40 ore di interrogatori negli ultimi due mesi e quindi abbiamo ritenuto di avvalerci di uno strumento tecnico per tornare a parlare con gli inquirenti quando avremo acquisiti nuovi elementi“.
Intanto, prima dell’interrogatorio – iniziato intorno alle ore 16,30 e conclusosi due ore dopo – il pubblico ministero Umberto Monti aveva concesso un veloce commento sullo stato delle indagini, assicurando che queste ultime potranno portare ad ulteriori sviluppi: “No, le indagini non sono ancora chiuse – ha detto il magistrato – ma non posso dirle altro“.

Competenza territoriale – Come reso noto da un’agenzia stampa Agi, l’inchiesta potrebbe traslocare alla Procura di Teramo: il fatto che gli inquirenti ritengono che il delitto si sia compiuto nel bosco delle Casermette, in località Ripe di Civitella, infatti, potrebbe far sollevare la questione inerente alla competenza territoriale. La Procura di Ascoli Piceno, nel momento in cui venisse esclusa la presenza della vittima a Colle San Marco il giorno della scomparsa, non avrebbe più i requisiti per seguire la vicenda.

S. O.