P4: Bisignani gran consigliere. Da Frattini alla Gelmini, i ministri alla corte di Gigi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:41

Le intercettazioni al vaglio dei pm che indagano sulla loggia P4 continuano a scoperchiare dinamiche relazionali intricate. Le ultime indiscrezioni trapelate riferiscono di conversazioni telefoniche tra il faccendiere Luigi Bisignani e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel corso delle quali i due si sarebbero intrattenuti a parlare della difficile situazione all’interno del Pdl. Non solo: a conversare al telefono con Bisignani è stato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, che all’amico Luigi, in una telefonata dello scorso novembre, riferisce dell’imminente passaggio (mai verificatosi, in realtà) di Mara Carfagna al suo schieramento “Forza Sud”. E poi ancora Maria Stella Gelmini, interessata ad “agganciare” Luca Cordero di Montezemolo.

Gigi gran consigliere – Parole, parole, parole: le frasi e le conversazioni fermate dalle intercettazioni disegnano una ragnatela che Luigi Bisignani difficilmente riuscirà a sconfessare. Di certo c’è che il noto faccendiere ricopriva un ruolo importantissimo negli ambienti più blasonati, accreditandosi come gran consigliere di politici di primissimo piano. A lui si rivolgevano tanti ministri o esponenti chiave di partiti, impensieriti dalle tensioni tra i leader del centrodestra. Nei giorni dello scandalo della casa a Montecarlo, che porterà  alla “dipartita” di Fini e dei suoi dal Pdl, è il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a cercare il conforto telefonico dell’amico Bisignani.

Giornate difficili – Dopo i primi convenevoli, in una conversazione del 5 agosto scorso, il titolare della Farnesina si sfoga: “Le giornate sono state complicate, ma insomma. Oggi ancora una volta – racconta il ministro al faccendiere – sono andato a questo gruppo qui, a questo minivertice, dove il nostro (probabilmente Berlusconi, ndr) era sul dialogante. Dice: ‘Ma insomma non possiamo sparare sempre questa cosa delle elezioni, il governo deve andare avanti‘. Ha incoraggiato anche me. Sai, dice: ‘Tu che hai questa immagine devi dirle queste cose, non possiamo fare che sfasciamo tutto, hai capito?'”.

Frattini e i senatori in vendita – Non basta: più avanti Frattini riferisce a Bisignani dei continui movimenti all’interno del partito: “Oggi – riprende riferendosi a Silvio Berlusconi – ha incontrato Ronchi, ora sta incontrando Viespoli. Perché evidentemente, sai, anche Gianni (presumibilmente Letta, ndr) gli ha detto: ‘Beh, insomma non possiamo minacciare ogni giorno, perché la paura fa novanta’. Sai ci vuole niente – continua Frattini al telefono con Bisignani – sull’onda della paura quei due, tre senatori che ti passano di qua e ti fanno il governo tecnico perché alla Camera i numeri ci sarebbero in teoria. Al Senato no, però se si prendono e si comprano quattro, cinque senatori, sei senatori proponendogli posti di sottosegretario e ministro – prosegue il responsabile degli Esteri – questi si spostano“.

Sull’orlo del baratro – Scenari inquietanti, che Franco Frattini conferma poco più avanti: “Piuttosto che andare a casa – dice all’amico Bisignani – fanno il ministro. ‘Sti pasdaran degli ex An per salvare la loro pelle ci mandano tutti nel baratro“. All’altro capo del telefono, il faccendiere si limita ad ascoltare e ad annuire allo sfogo del ministro, commentando con un eloquente: “Cose da pazzi”. Il 22 novembre scorso, a intrattenersi al telefono con Bisignani c’è invece il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè. “Gianfranco – chiede il faccendiere – come ci poniamo col caso Carfagna? Premesso che il presidente è imbufalito con lei?”. Il riferimento è allo sfogo consegnato dalla bella ministra ai giornali, relativo a una presunta insanabile rottura con il presidente del Consiglio che la starebbe spingendo ad abbandonare il suo partito.

La ministra pronta ad andare – “Io me ne fotto che il presidente si è imbufalito – è la prosaica risposta di Miccichè – Io ieri le ho già parlato e lei è assolutamente pronta a venire (in Forza Sud, ndr). La devo incontrare domani, viene insieme a Nunzia Di Girolamo, mi hanno chiamato insieme”. Un annuncio che suscita i mugugni di Bisignani: “Uhm, uhm, uhm, perché il problema – spiega il faccendiere – era se uscire fuori te, con un articolo o qualcosa, magari dopodomani, perché noi l’abbiamo già preparato”. Il sottosegretario lo interrompe: “Nonostante lei (la Carfagna, ndr) ieri mi abbia detto ‘Io passo con te’, cioè me l’ha dato come fatto scontato – insiste Miccichè – mi ha detto per un fatto di prudenza dobbiamo parlare con il presidente. Poi io lo so – continua il siciliano – che il presidente in questo è un grande ammaliatore, per cui quando uno poi parla con lui, sembra che abbia sempre ragione e quindi ho evitato di fare ogni tipo di agenzia”. Una cautela rivelatasi vincente dal momento che, come è noto, la Carfagna decise di rimanere al suo posto, nel partito e nel governo.

Gelmini “aggancia” Montezemolo – Interessante è anche la telefonata intercorsa lo scorso 8 ottobre tra il faccendiere agli arresti domiciliari e il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. “Si è instaurato proprio un rapporto di simpatia – dice la ministra riferendosi all’incontro avuto il giorno prima con Luca Cordero di Montezemolo – Vuole fare politica, questo l’abbiamo capito tutti. Gli ho consigliato di non prestare la sua faccia a un Partito democratico distrutto, e di evitare il Terzo polo. Deve rimanere legato a Gianni Letta, che è la persona di riferimento di tutti noi. Secondo me, Gigi – prosegue la Gelmini – dobbiamo stargli addosso, tenerlo agganciato”.

La telefonata alla Marcegaglia – “Politicamente è un po’ inesperto – riprende il ministro – è lusingato sia da Casini che da sinistra. Secondo te è utile fare un tavolo? Con te, lui, io, Frattini?”. “Quando vuoi”: è la risposta del faccendiere, che sul finale consiglia all’amica Maria Stella di mettersi in contatto con la numero uno di Confindustria: “Fai una telefonata a Emma Marcegaglia stasera – suggerisce Bisignani – Domani le fanno un’altra ‘puttanata’, altre quattro pagine”.

Maria Saporito

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