Riforma fiscale: Tremonti punta all’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie

Roma – Tremonti studia una tassazione unica intorno al 18-20 per cento. Esclusi i titoli di Stato. Intanto il governo si spacca sul rincaro dell’Iva.

Rendite finanziarie – Appena qualche anno fa Berlusconi diceva: “Non toccheremo la tassazione sulle rendite finanziarie. Noi la lasceremo così com’é mentre la sinistra vuole elevarla al 20 per cento”.
Esattamente ciò che il Tesoro sta portando avanti in vista della prossima riforma fiscale, necessaria per cercare di riportare in ordine i conti pubblici ormai allo sbando, con il debito che tocca nuovi record ogni trimestre.
Oggi il regime va dal 12,5 per cento per Bot, Cct, obbligazioni sopra i 18 mesi e al 27 per cento per depositi e conti correnti, certificati di deposito, obbligazioni sotto i 18 mesi.
Secondo le indiscrezioni, potrebbe entrare tra le misure la determinazione di una aliquota tra il 18 e il 20 per cento che potrebbe fruttare fino a 1,5 miliardi l’anno. Ma potrebbe esserci anche la revisione della tassazione dei capital gain che oggi hanno una imposta sostitutiva al 12,5 per cento con la sola eccezione della cessione delle partecipazioni qualificate che entrano nell’Irpef per il 40 per cento.

Il governo si divide sull’Iva – Il Ministro Romani aveva detto proprio ieri: “Non è assolutamente intenzione del governo costruire la riforma fiscale su un incremento dell’Iva. Sarebbe uno strumento che frena la crescita mentre serve un forte stimolo alla domanda interna. Sull’Iva state tranquilli“, ha aggiunto Romani.
Mentre il titolare del Tesoro qualche settimana fa aveva annunciato: “L’innalzamento delle aliquote Iva – aveva detto il ministro dell’Economia – è una questione che dobbiamo studiare”.
Ma dall’opposizione ai sindacati si allunga l’elenco dei no al rincaro dell’Iva.
Il leader della Cisl Bonanni ribadisce e precisa: “Fingono di non capire. Siamo d’accordo se l’Iva viene aumentata sui beni di lusso“. Ma la Confcommercio mette in guardia sul possibile calo dei consumi. E insiste sul malessere fiscale: “Bisogna ascoltare e capire chi non paga le tasse perché non ce la fa“.

 Matteo Oliviero