Fratelli uccisi, Bianchi: Non so dove presi il coltello, non avevamo litigato

Una serata passata tra i locali milanesi nella zona dei Navigli, forse troppo alcol in corpo, ma nessuna discussione, nessun pretesto che avrebbe potuto far scattare l’ira contro l’amico. Eppure l’irreparabile è accaduto, senza che Riccardo Bianchi, il ventunenne che ha confessato il duplice omicidio dei fratelli Ilaria e Gianluca Palummieri, ricordi il perché.
Gli inquirenti ieri si sono trovati davanti a una confessione da loro stessa descritta come “estremamente complessa, lacunosa, fumosa, da approfondire” anche se “sufficiente per il provvedimento di fermo nei suoi confronti”: l’assassino è riuscito a ricostruire solo parzialmente quanto accaduto tra la notte di mercoledì e quella di giovedì.

Omicidio senza un perché – La tragedia che ha travolto Ilaria e Gianluca Palummieri rischia di rivelarsi un terribile nonsense: dopo mesi di delitti apparentemente inspiegabili, come nei casi delle morti di Yara Gambirasio e Melania Rea, adesso l’assurdità di quanto capitato è dichiarata dallo stesso colpevole. Un ragazzo di 21 anni che fino a poche settimane fa interagiva gioiosamente su Facebook con quelle che sarebbero diventate le sue vittime.
Riccardo Bianchi ha tentato di ricostruire così ciò che è successo nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, quando ha commesso il primo assassinio, quello di Gianluca: “Siamo andati in giro per Milano insieme, finendo nella zona dei Navigli. Abbiamo girato per i locali e bevuto moltissimo, ci siamo ubriacati entrambi“, poi dopo essere ritornati verso Cesano Boscone, ha aggredito l’amico: “Non so come, mi sono trovato tra le mani il coltello: non ricordo neanche dove l´ho preso. L’ho colpito una ventina di volte. Non so perché l´ho ucciso, e non ricordo dove poi ho lasciato il coltello. Ho messo il corpo di Gianluca nel bagagliaio della mia macchina, e sono andato a casa loro, dove c’era Ilaria“.

Seviziata perché sapeva – Ilaria, invece, sarebbe stata uccisa – non prima di essere stata violentata e seviziata per ore – perché testimone indiretta del primo omicidio: Riccardo Bianchi avrebbe detto agli investigatori di aver confessato alla ragazza quanto fatto al fratello, per poi decidere di eliminare anche lei.
Erano le sei del mattino – questo il racconto dell’omicida – e sono rimasto con lei fino al pomeriggio. L’ho aggredita, l’ho picchiata, l’ho immobilizzata sul letto e l’ho violentata più volte. Le avevo confessato cosa avevo fatto a suo fratello, dovevo eliminare anche lei”. Dopo il secondo delitto, Bianchi avrebbe scaricato il cadavere di Gianluca nei pressi di Rho.

Chip in testa – L’assenza di apparenti motivazioni all’origine della tragedia riporta alla mente un altro fatto di cronaca accaduto pochi giorni fa: il 18 giugno, un ragazzo ha confessato l’omicidio della nonna della fidanzata compiuto il 7 giugno.
L’assassino non è riuscito a spiegare razionalmente il proprio movente: agli inquirenti ha detto di essere stato plagiato con tecniche del controllo mentale e di avere un microchip in testa.

S. O.