Rifiuti: perché camorra e affari contro De Magistris?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:18

Il neoeletto sindaco di Napoli Luigi De Magistris è tornato oggi a commentare pubblicamente l’emergenza rifiuti che ha travolto la città nelle ultime settimane, accogliendo positivamente l’apertura da parte dei PM di un’inchiesta per “epidemia colposa” e spiegando che “la camorra è sicuramente uno dei nemici principali di questa giunta e che ci sia la sua regia dietro i roghi è evidente”.
“Il piano ambientale adottato dalla giunta è un piano rivoluzionario – ha detto ancora De Magistris – perché interrompe definitivamente il business dei rifiuti a Napoli, un business enorme. […] Chi accende i roghi sono certo persone che non hanno a cuore questa rivoluzione e io so per certo che la camorra continuerà ad ostacolarci in questo progetto”.

La mano della camorra – Lo scoppio di una nuova emergenza rifiuti all’indomani dell’investitura a sindaco di Luigi De Magistris, sostenuto in giunta da Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e tecnici indipendenti, è apparsa fin dall’inizio come non casuale.
Il vice-sindaco e assessore all’ambiente Tommaso Sodano (FdS) già giovedì era intervenuto spiegando che “episodi come quelli degli ultimi giorni non si sono visti neanche quando a Napoli c’erano 10mila tonnellate a terra (attualmente si stimano meno di 2mila tonnellate a terra, ndr), c’è una regia neanche tanto occulta che organizza azioni di vandalismo, saccheggio e sabotaggio. […] Siamo intervenuti tre volte sulla stessa strada, una volta ripulita i rifiuti tornavano trasportati da altri quartieri. Non si tratta solo di cittadini esasperati. Abbiamo fatto segnalazioni al prefetto, al questore, alla procura. Tutti sanno cos’è avvenuto, e continueremo a segnalare costantemente”.

Sul web, intanto, tre giorni fa era apparso un video che riprendeva una ruspa dell’ASIA (società di raccolta rifiuti) intenta a spostare i rifiuti e ricomporre i cumuli, anziché raccoglierli come necessario nel camioncino, e a svuotare a terra i cassonetti pieni.
Inoltre lo stesso Tommaso Sodano aveva denunciato, lunedì scorso, di aver ricevuto minacce proprio da lavoratori dell’azienda ASIA; sul caso è stata poi aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli.
I roghi, intanto, sono continuati ancora in queste ore e, come riportato dai cronisti sul posto, in prima linea sarebbero soprattutto donne, bambini e giovani adolescenti (la stesssa manovalanza della criminalità organizzata).
Un segnale, per molti, della mano occulta della camorra, che già in altre occasioni era ricorsa a questo “modus operandi”.

Camorra e rifiuti: un affare milionario a rischio – Negli ultimi due decenni il traffico dei rifiuti ha acquisito un peso sempre maggiore nel giro di affari della criminalità organizzata campana, capace di trasformare il ciclo della “munnezza” in un business senza pari, legato da un lato allo smaltimento nel territorio campano (che ha provocato danni ambientali incalcolabili), dall’altro a una fitta rete di rapporti con le cricche del centro Italia o parte del mondo industriale al Nord.
La storia di un business che, già nel 2008, all’indomani del presunto “miracolo” di Berlusconi, fu analizzato con grande cura da un’inchiesta de “L’Espresso” condotta grazie alla collaborazione del boss Gaetano Vassallo.

Un business milionario oggi messo a repentaglio dalla “rivoluzione” di Luigi De Magistris e Tommaso Sodano.
Un attacco al business dei rifiuti lanciato lo scorso 15 giugno, con la prima delibera sui rifiuti della giunta appena insediata, e incardinato su due punti tanto elementari quanto rivoluzionari: raccolta differenziata porta a porta e una trasformazione culturale che faccia permeare nella società la politica del risparmio nella produzione della “monnezza”.
Il video della conferenza stampa di Tommaso Sodano per presentare la delibera, e le prime azioni del Comune nelle prossime settimane, è già online su Youtube.

Mattia Nesti