Svolta nello Stato di New York, le nozze gay diventano legge

Via libera al matrimonio gay. New York diventa il sesto Stato Usa, e di gran lunga il più popoloso, a ratificare le nozze gay, rendendole legali alla stregua del matrimonio eterosessuale. Dopo una seduta fiume, la legge è passata ieri sera al Senato dello Stato per 33 voti a 29. Decisiva la defezione di quattro repubblicani che hanno votato insieme ai democratici. Sconfitta la Chiesa cattolica, assai potente a New York soprattutto tra le comunità italo-americane, irlandesi e polacche. La conferenza dei vescovi si è battuta fino all’ultimo contro la misura.

‘Grazie Cuomo!’. Dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, più il District of Columbia, tocca dunque allo Stato di New York riconoscere le nozze gay. La legge, già approvata dalla Camera, va ora alla firma del governatore democratico Andrew Cuomo, il quale si è battuto a favore della riforma senza riserve, compattando i ranghi del suo partito. “Grazie Cuomo!” è stato, non a caso, ieri sera l’urlo che si è levato dal Greenwich Village, storica roccaforte delle battaglie per i diritti civili degli omosessuali. La misura entrerà in vigore 30 giorni dopo la promulgazione e quindi le prime coppie gay potranno sposarsi a New York già quest’estate.
Evoluzione nel costume. L’approvazione della legge riflette il mutamento dell’opinione pubblica dello stato di New York rispetto alle unioni dello stesso sesso. La stessa riforma era stata infatti respinta seccamente nel 2009 dal Senato di Albany, la capitale dello Stato. Secondo un sondaggio del 2004, solo il 37 per cento degli abitanti di New York sosteneva il matrimonio gay mentre quest’anno il consenso era salito al 58 per cento. Decisiva nello spostamento del consenso anche nelle comunità dei credenti è stata un’importante concessione fatta dai promotori della legge: tutti quei religiosi che vorranno astenersi dal celebrare nozze gay avranno il diritto all’obiezione di coscienza, senza esporsi a sanzioni legali.

L’inizio della svolta? La comunità gay statunitense spera che questo sia solo l’inizio di una vera e propria svolta. I matrimoni gay sono considerati per lo più una questione di competenza dei singoli Stati. Il primo grande Stato a legalizzare le nozze tra omosessuali fu la California, ma il provvedimento fu poi bocciato con un referendum popolare nel novembre 2008, dopo una furibonda battaglia politica. Numerosi altri Stati hanno, invece, preferito modificare la loro Costituzione per dichiarare il matrimonio una unione “fra un uomo e una donna”, evitando così di creare qualsiasi equivoco. Il presidente Barack Obama, favorevole da giovane alle nozze gay prima di approdare su posizioni più conservatrici in occasione dell’elezione al Senato e poi alla Casa Bianca, ha recentemente dichiarato di averci ripensato e di approvare il matrimonio omosessuale, potendo peraltro contare sul sostegno della comunità gay nella imminente campagna elettorale per le prossime elezioni.

Raffaele Emiliano