Bossi alza la voce nel partito: Chi fa casino è fuori dalla Lega

Roma – Bossi alza la voce nel suo partito: “Chi fa casino lo caccio in due secondi”.

Bossi non vuole “casini” –Ci metto due secondi a chiedere al Consiglio federale l’espulsione di chi si mette di traverso, anche se ci sono persone importanti: la base sa bene che chi fa casino nel partito non lo fa per interesse comune ma per interesse di altri”. Parole che Bossi ha detto in un comizio a Magenta, prima di spiegare che in questa settimana “c’è stato un momento difficile quando si è dovuto votare sul capogruppo alla Camera”.
Il riferimento del leader del Carroccio ovviamente è al caso Reguzzoni e a tutto ciò che è emerso. Bossi spiega così quella vicenda interna alla Lega che ha a riconfermare il capogruppo a Montecitorio, Reguzzoni, e allo stop al deputato Giacomo Stucchi, vicino a Maroni e a favore del quale avevano firmato 49 su 59 deputati del Carroccio: “Ho avuto problemi perché si trattava di votare per il capogruppo alla Camera. Il capogruppo è uno che dev’ essere bravo a trattare ed esperto: volevano mettere uno che non era esperto, non avrei dormito più a saperlo a Roma”.

L’avviso a Berlusconi – Non è mancato un avvertimento al premier. “La sinistra tenterà in tutti i modi di far saltare l’accordo con Berlusconi. L’accordo è semplice Berlusconi deve fare quello che gli abbiamo chiesto a Pontida o la Lega non andrà più con lui: ma non sarà la sinistra a portarci a quel punto”. Bossi dunque ribadisce le richieste di Pontida, in primis riforma fiscale e missioni all’estero. Per ora però nessuno sembra averlo ascoltato.

 Matteo Oliviero