Rifiuti, l’allarme dei pediatri: Malattie respiratorie aumentate del 20%

Mentre il sindaco Luigi De Magistris denuncia l’intervento della camorra per ostacolare la raccolta dei rifiuti, la Procura di Napoli apre un’inchiesta che vede tra gli indagati il governatore della Campania Stefano Caldoro con l’accusa di epidemia colposa e omissione di atti d’ufficio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi promette un decreto ad hoc ma viene stoppato dall’alleato Umberto Bossi che fa capire che quella della ‘monnezza’ è una questione che ha da essere risolta in Terronia, a Napoli per i rifiuti ci si ammala. Specialmente i bambini.
A renderlo noto è uno studio della Federazione italiana pediatri (Fimp) che da un anno monitora le possibili variazioni di incidenza di determinate patologie in correlazioni con le condizioni ambientali del territorio.

Aumento del 10-20% – Nel capoluogo napoletano, nell’ultimo mese, si è registrato un aumento consistente del numero di casi di bambini affetti da malattie respiratorie. Il dato è ricollegabile secondo gli esperti alle condizioni ambientali drammatiche in cui vivono migliaia di cittadini: i cumuli di spazzatura e gli incendi, per niente rari, dei cassonetti dell’immondizia non fanno che minare la salute dei residenti.
Il presidente della Fimp Giuseppe Mele ha dichiarato: “Nell’ultimo mese la rete dei pediatri sul territorio di Napoli ha registrato un aumento del 10-20%, rispetto ai livelli normali, dell’incidenza di patologie respiratorie nei bambini, come asma, tosse e bronchiti asmatiche”.
I pazienti più colpiti sarebbero quelli già “predisposti alle allergie”, mentre è netto il giudizio sulla pericolosità dei roghi della ‘monnezza’: “Sono fortemente tossici per la diossina e le altre sostanze che si sprigionano a seguito della combustione della plastica“, ha aggiunto Mele.

S. O.