Rifiuti, indagato Caldoro: Pronto a dimissioni, ma ho agito in buona fede

Quella della spazzatura a Napoli è tra i giochi illusionistici peggio riusciti. In fondo di illusorio c’è sempre stato molto poco: la ‘monnezza‘ è sempre stata lì a emanare il proprio lezzo tra le vie di una città che di problemi ne ha tanti. A volte, forse, sarà stata trovata una buca o un tappeto abbastanza ampio, ma alla fine dei conti – e conclusa l’esigenza pubblicitaria di chi ci tiene a passare per taumaturgo – la spazzatura è ritornata a fare compagnia ai napoletani, insieme al sole e al mare.
Adesso, però, tre inchieste aperte dalla Procura del capoluogo campano puntano a fare luce sulla possibilità secondo cui a mantenere il fetido status quo abbiano contribuito le azioni di alcuni personaggi che avrebbero invece avuto il compito di trovare una soluzione al problema.

Epidemia colposa – Se il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha dichiarato che esiste la regia della camorra dietro all’ostruzionismo nella raccolta dei rifiuti, un fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Francesco Curcio ipotizzano il reato di epidemia colposa e di omissione di atti di ufficio da parte del Governatore della regione Campania Stefano Caldoro.
A confermarlo, ieri sera, è stato lo stesso esponente del Popolo della Libertà che si è detto in buona fede e pronto a lasciare la carica nel momento in cui venissero dimostrate delle “responsabilità penali per fatti commessi inconsapevolmente“.
Caldoro, a difesa di quanto compiuto fino a oggi, ha dichiarato: “Sono profondamente colpito. Ogni azione diversa da quella messa in campo avrebbe reso la situazione ancora più drammatica. Tutto ciò che ho fatto lo rifarei in piena coscienza“.
Per il Governatore della Campania, “quest’inchiesta consentirà di chiarire alcuni aspetti relativi alla responsabilità delle singole istituzioni nel ciclo dei rifiuti; appena possibile – ha aggiunto Caldoro – fornirò, in piena collaborazione istituzionale, tutte le informazioni anche documentali. La Regione, come è noto, ha competenze limitate nel ciclo dei rifiuti. Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, ci siamo spesi ben oltre le nostre competenze supportando gli enti locali e sollecitando utili iniziative. Lavoriamo giorno e notte senza un attimo di respiro per affrontare una delle emergenze più gravi della storia amministrativa della nostra città e della nostra regione che ereditiamo da 15 anni di inerzia e fallimenti“.

Simone Olivelli