Tiro alla fune sul Ticino: 32 leghisti feriti

Rovinata la festa del Carroccio. Trentadue militanti leghisti lievemente feriti e due sospette fratture. È questo il bilancio dell’incidente avvenuto a Sesto Calende (Varese), dove i sostenitori del Carroccio si sono riuniti come ogni anno per il tradizionale tiro alla fune tra la sponda lombarda e quella piemontese del Ticino. Il cavo che collega le due sponde del fiume tra Sesto Calende e Castelletto Ticino si è spezzato proprio mentre i militanti da ambo le parti lo stavano tirando nel tentativo di prevalere nella gara.

Oltre 30 feriti. Tra i feriti ci sono anche il sindaco di Sesto Calende Marco Colombo e il segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, che partecipava con il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni. Nessun ferito è in gravi condizioni. La maggior parte dei partecipanti che tirava la corda senza guanti ha subìto abrasioni alle mani e si è fatta medicare dalle ambulanze presenti sul posto. Contusa anche una bambina di circa dieci anni, che ha battuto la testa sull’acciottolato. La corda si è spezzata poco dopo l’inizio della sfida, provocando un contraccolpo che ha fatto cadere in avanti i partecipanti, finiti a terra uno sull’altro. A causare la rottura è stata, con ogni probabilità, la forte tensione accumulata sulla fune vicino al punto in cui era collegata al trattore, che “partecipava” al gioco.
Bossi non tiene il tradizionale discorso. Sul luogo dell’incidente è arrivato anche il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ma, a piazza ormai semivuota, il Senatur ha rinunciato al previsto intervento dal palco e si è seduto a sorseggiare una bibita ai tavolini all’aperto di un bar, senza fermarsi a parlare.

Raffaele Emiliano