Argentina, il River Plate piomba nell’incubo: serie B dopo 110 anni di storia

Argentina, River Plate retrocesso – L’onta della retrocessione dopo più di un secolo di storia. Il River Plate piomba all’inferno. Tra lacrime e scontri, in un “Monumental” caloroso fino all’inverosimile ma colmo di una rabbia che esplode nel post-partita con oltre 70 feriti (alcuni anche gravi). Il doppio spareggio con il Belgrano aveva acceso animi di una tifoseria che mai avrebbe potuto pensare di vivere incubi di questo tipo. Eppure è successo. I “Millionarios” retrocedono. Le porte dell’inferno si erano già socchiuse nell’andata dello spareggio quando la “Banda” era tornato con un 2-0 che complicava e, non poco, le cose. Il pareggio per 1-1 relega nell’incubo più buio il club presieduto da Daniel Passarella e regala il sogno al Belgrano, che torna in serie A dopo diverse stagioni.

L’impresa non riuscita – Eppure gli uomini di JJ Lopez avevano mostrato uan grinta che, se tirata fuori qualche partita prima, non avrebbe portato il River sin qui. Dopo soli 5′ Pavone regalava la speranza e la gioia alle migliaia di tifosi assiepati e stretti come sardine sulle tribune del Moumental. Un pasticcio difensivo nel corso della ripresa ha permesso a Farrè di pareggiare. Mancav meno di mezz’ora e al River servivano due reti. L’occasione ancora sul piede del “Tanque” Pavone: il numero 7 potrebbe riaccendere la fiammella della speranza ma calcia un rigore come peggio non si potrebbe. E’ l’inizio della fine. Sugli spalti le lacrime scorrono a fiumi. In campo i giocatori sono spauriti e con gli occhi lucidi. L’arbitro fischia la fine con qualche secondo di anticipo. Sulle tribune iniziava la guerriglia.

Incidenti e incertezza – I tifosi della “Banda” hanno dato vita  a proteste infuocate: saranno più di 70 i feriti nel parapiglia del post-partita. Tutto per una macchia che segnerà indelebilmente la storia del club platense. E il futuro appare nero: la situazione economica, con i buchi enormi creati dalla sconsiderata gestione Aguilar, non è rassicurante. Si rischia di piombare nel dimenticatoio. Dopo 110 anni di storia gloriosa non è la migliore delle prospettiva. Ma appare probabile. Purtroppo per il calcio che rischia di perdere un pezzo della propria storia.

Edoardo Cozza