Monte Sant’Angelo diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ad annunciarlo un entusiasta Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, commentando la notizia dell’importante riconoscimento. «Il Santuario di San Michele Arcangelo – si legge in una nota della Regione – entra dunque a far parte, insieme ad altri centri micaelici, del circuito seriale “Italia Langobardorum”, della schiera dei più autorevoli Beni Culturali del mondo e cioè la “World Heritage List”».
«Legambiente ha sempre creduto nella straordinaria valenza di questo luogo – ha continuato il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri – dove storia e tradizioni incontrano devozione e spiritualità eccezionali. Un crocevia e un concentrato di cultura che anche noi abbiamo scelto da qualche anno come sede di uno dei nostri appuntamenti estivi più apprezzati, Festambiente Sud. Questo angolo di Gargano – ha aggiunto Venneri – è un territorio di grande pregio con una comunità che è riuscita a valorizzare i suoi beni culturali onorando al meglio la sua vocazione religiosa. Il Santuario di San Michele Arcangelo è infatti uno dei grandi luoghi di pellegrinaggio della cristianità che qui incontra anche natura e arte».
Un risultato atteso con grande entusiasmo dai cittadini di Monte Sant’ Angelo che nei giorni scorsi hanno visto gli ispettori Unesco aggirarsi tra le strade del centro garganico  per gli ultimi sopralluoghi sul riconoscimento del sito in chiave turistico – culturale, alla ricerca delle tracce del passato longobardo presenti in città. Ha termine così un percorso iniziato tre anni fa quando il sito seriale viene ufficialmente candidato dal Governo italiano attraverso il Ministero dei Beni Culturali per l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Lo scorso 18 gennaio la nomina è passata a Parigi, posizionandosi tra le prime nove candidature presentate. All’elenco del comitato francese, riunitosi dal 19 giugno, si sono aggiunti anche i nuovi siti di Spoleto, Benevento, Campello, Castelseprio e Cividale del Friuli.

Valentina De Simone