Napoli, costringevano ragazzine ad abusi sessuali: fermati due minorenni

Ancora violenze sessuali su ragazzine, anche stavolta minorenni gli autori. Se nel caso dello stupro della quindicenne di Fano a colpire sono stati tre giovani appartenenti a famiglie della borghesia, la storia che giunge da Napoli ha visto in azione anche il figlio di un uomo vicino al clan camorrista dei Ferrara Cacciapuoti, nonché nipote del reggente della cosca.
La denuncia, partita dalle confidenze fatte da due ragazzine di 12 e 14 anni alle proprie insegnanti, ha portato i carabinieri alla scoperta degli abusi che sarebbero stati perpetuati per più di quattro mesi da due minori che usavano costringere, dopo averle minacciate, le vittime a praticare atti sessuali in pubblico o comunque ad assistere a essi.

Osservatorio sui minori – Soltanto ieri il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, aveva commentato duramente i fatti accaduti a Fano dichiarando che “chi stupra, minorenne o maggiorenne che sia, non deve farla franca“.
Intanto sul web questi recenti fatti di cronaca hanno portato molti a riflettere sulle cause che stanno all’origine di questi abusi: in tanti ritengono che le nuove generazioni siano caratterizzate da un gap culturale che avrebbe impedito loro di sviluppare il rispetto per il corpo, il proprio e quello altrui.
Sostenere che i reality show – la maggior parte di cui fanno leva sul sesso declinato in varie salse per raggiungere l’agognato audience – abbiano un’influenza su quanto accaduto in queste vicende, forse, è esagerato; tuttavia che la mercificazione del corpo, moneta sonante da spendere per ottenere ciò che si vuole, possa portare a storture, specie nei giovani, è un’ipotesi sempre più acclarata dai fatti.

S. O.