Rifiuti, Caldoro: Non pagherò le colpe degli altri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:05

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, unico indagato nell’inchiesta sull’emergenza rifiuti avviata dalla Procura di Napoli, ha ieri convocato una conferenza stampa per illustrare le sue ragioni. “Io non ci sto a pagare le colpe degli altri”: è stato il leitmotiv del suo intervento, nel corso del quale ha parlato di una situazione di inefficienza incancrenitasi nel tempo. Dalle responsabilità dei Comuni all’inaccettabile posizione della Lega Nord all’interno del governo, passando per gli interessi della camorra: Stefano Caldoro ha costruito la trama delle responsabilità che, a suo avviso, hanno determinato l’acutizzarsi di una situazione ormai insostenibile. “La Regione continuerà a fare il suo dovere – ha detto il governatore – ma se non crede nell’accordo politico-istituzionale esce dai tavoli istituzionali“.

Caldoro: Io non ci sto – E’ un fiume in piena il numero uno della Regione Campania. Il capo d’imputazione per epidemia colposa notificatogli dalla Procura di Napoli, in riferimento all’inchiesta che tenta di fare luce sulla drammatica situazione legata allo smaltimento dei rifiuti, ha spinto ieri Stefano Caldoro a convocare una conferenza stampa, nel corso della quale ha voluto raccontare la sua versione dei fatti ai giornalisti. “Io non ci sto – ha esordito – a pagare le colpe di 15 anni di inadempienza e di responsabilità, in particolare dei Comuni, passati e quelli perduranti. Non ci sto a pagare le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra. Non ci sto – ha continuato – a pagare le responsabilità e i comportamenti inaccettabili di fronte a questa emergenza nazionale da parte della Lega Nord“.

Fuori dai tavoli istituzionali – Una lista corposa di “corresponsabili” che, secondo il presidente della Regione, deve essere sottoposta all’attenzione dei cittadini e degli inquirenti. “Da gennaio a giugno – ha ripreso Caldoro – la Regione Campania ha garantito flussi extraprovinciali per oltre 100 mila tonnellate. Come Regione possiamo fare solo una cosa: mettere in mora comportamenti che secondo noi sono inaccettabili. La Regione continuerà a fare il suo dovere, ma se non crede nell’accordo istituzionale politico – ha annunciato a sorpresa il governatore – esce dai tavoli istituzionali“.

Le colpe dei Comuni e della Lega – Quanto elle specifiche responsabilità, Caldoro ha insistito sulla centralità dei Comuni, riconoscendo tanto alla Regione quanto alla Provincia solo poteri residuali. “E’ difficile – ha spiegato ai giornalisti – che la Provincia possa risolvere il problema senza l’accordo dei Comuni. Il Comune deve essere destinatario delle discariche, lo può fare in forma associata ma se non c’è il consenso dei Comuni è difficile farlo. Non si può imputare nulla, dal punto di vista della responsabilità politica e amministrativa – ha continuato il pidiellino – alla Regione rispetto a quello che ha fatto. In un momento difficile, dove per tutti è facile sbagliare, noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo e il rammarico è quello: che altri – ha ribadito Caldoro – non hanno fatto quello che dovevano, a partire dai Comuni e, permettetemi, per l’inaccettabile posizione della Lega“.

Gli interessi della camorra – Inevitabile, infine, il riferimento alla camorra, che secondo il presidente della Regione, ha tutti gli interessi per favorire il perdurare della crisi sul territorio. “E’ evidente – ha spiegato il governatore – che la camorra ha interessi nella crisi, la camorra guadagna sulla crisi, guadagna sull’emergenza e non ha alcun interesse che il sistema funzioni. E’ quello che sta avvenendo nel Comune di Napoli – ha continuato – dove c’è stata la denuncia del sindaco: in alcuni quartieri stranamente l’immondizia supera i limiti d’insostenibilità ma, girando per Napoli, è vero che in alcuni quartieri non hanno sacchetti per strada. Questa differenza è molto sospetta – ha insistito Stefano Caldoro – in questo ha ragione il sindaco, credo che ci sia la mano della camorra”.

Maria Saporito