Sardegna, al 1°posto per le donazioni di midollo osseo

Sardegna, al primo posto per i trapianti di midollo. La Sardegna si conferma al primo posto per il 2010, nella classifica delle regioni italiane con il maggior numero di donatori di midollo osseo in rapporto alla popolazione: quasi 21.000 iscritti sardi nel Registro nazionale dei donatori su 1 milione 650.000 abitanti. Il 23,14 per mille, considerando la popolazione residente in condizioni di buona salute tra i 18 ed i 55 anni. Un eccellente risultato che testimonia ancora una volta la sensibilità e la generosità dei sardi, oltre che l’impegno profuso dalle associazioni e dalle istituzioni. Un dato che pone la Sardegna in avanti anche rispetto a regioni considerate virtuose nel campo sanitario.

In aumento i donatori. Dal 1992 hanno già donato il midollo osseo 149 volontari sardi. Per molti pazienti, affetti da malattie ematologiche neoplastiche e non, il trapianto di midollo rappresenta una valida possibilità di trattamento e di guarigione. Si tratta di “un brillante risultato frutto di vari fattori. Lo scorso anno – ha riferito l’assessore regionale della Sanità, Antonello Liori, durante la presentazione degli ultimi dati – ci sono state nove donazioni, l’anno precedente otto. A breve riusciremo a inaugurare la banca del cordone ombelicale: questi sono segnali di generosità e funzionalità”. Un risultato al quale hanno contribuito tutte le sezioni isolane dell’Associazione donatori midollo osseo (Admo).

Nuove speranze per chi attende il trapianto. Con il trapianto viene effettuata la sostituzione del midollo osseo malato con cellule sane, capaci di rigenerare il sangue circolante. Le cellule da trapiantare devono ovviamente essere compatibili con il ricevente, per questo motivo, da circa 20 anni, sono stati creati i Registri dei donatori, che attualmente vedono più di 17 milioni di donatori in tutto il mondo e circa 332.000 in Italia.”Un risultato difficile da conseguire, ma sopratutto da conservare per tanti anni, che fa onore a tutte le componenti che hanno contribuito a raggiungerlo – hanno aggiunto Carlo Carcassi, responsabile del Centro regionale trapianti, ed Ugo Storelli, direttore sanitario della Asl 8 di Cagliari.

Adriana Ruggeri