Bunga bunga, Ambra e Chiara parti civili. La festa con il bacio a Priapo

Ambra Battilana e Chiara Danese saranno parti civili nel processo in cui figurano imputati, con le accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione – con l’aggravante della minore età nella vicenda riguardante Karima El Mahroug, la marocchina che avrebbe venduto il proprio corpo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e per i cui fatti quest’ultimo è sotto processo – il manager dei vip Lele Mora, il direttore del Tg4 Emilio Fede e la consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti.
A deciderlo è stato il giudice per l’udienza preliminare che ha motivato la scelta ipotizzando che le due ex miss Piemonte potrebbero aver “subito un danno non patrimoniale costituito dalla profonda ed enor­me sofferenza subita“, conseguenze logiche dall’essere state associate a una situazione e a un ruolo che non solo le ha danneggiate a livello di immagine ma potrebbe aver influito negativamente anche in campo lavorativo.

La statua di Priapo – Le due ragazze parteciparono il 22 agosto 2010 a una delle tante feste organizzate a villa San Martino, la residenza del Premier ad Arcore. Lì, stando alle indagini svolte negli scorsi mesi dai magistrati della Procura di Milano, avrebbero avuto luogo dei veri e propri baccanali, in cui giovani ragazze avrebbero svolto attività di prostituzione in cambio di denaro e favori da parte di Silvio Berlusconi.
Quella sera Ambra e Chiara si ritrovarono nel bel mezzo dell’ormai noto bunga bunga: credevano di trovarsi a una cena galante, dove magari conquistare – senza dover dare in cambio il proprio corpo – la simpatia di qualcuno dei presenti e confidare nel fatto che ci si ricordasse di loro un domani. Perché nel mondo dello spettacolo la concorrenza è tanta e, per chi vuole farne parte, il percorso è lungo e irto di ostacoli. Eccetto che si accetti di prendere determinate scorciatoie.
A villa San Martino, il 22 agosto 2010, Ambra e Chiara assistettero a scene che non avrebbero mai immaginato di vedere nella residenza del presidente del Consiglio: stando a quanto da loro raccontato agli inquirenti, per il salone girava una statua ritraente Priapo. Le presenti erano invitate, in una sorta di rituale, a baciarne le parti caratterizzanti. Priapo, nell’antichità per molti simbolo di vita nell’antichità, oggi soltanto uno dei tanti dettagli della decadenza di una fase politica, sociale e culturale.

Simone Olivelli