L’accusa del procuratore Lepore: I politici si sentono intoccabili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11

“Penso proprio che i politici si sentano intoccabili perché quando li tocchi c’è una reazione compatta e unanime”. A sostenerlo, nel corso di un’intervista televisiva concessa ieri sera alla trasmissione “Otto e mezzo” di Lilli Gruber, è stato il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore. Il magistrato, titolare di inchieste che scottano (come quella sulla P4 e sull’emergenza rifiuti a Napoli) ha sottolineato l’importanza dello strumento delle intercettazioni, pur riconoscendo l’esigenza di regolamentarne meglio l’utilizzo. “Tutti si sono scandalizzati per la pubblicazione delle intercettazioni – ha osservato Lepore riferendosi all’inchiesta sulla cosiddetta P4 – ma non si è tenuto conto del contenuto“.

La casta degli intoccabili – “Penso proprio che i politici si sentano intoccabili perché quando li tocchi c’è una reazione compatta e unanime, quasi che la politica debba essere una zona protetta da qualsiasi intervento esterno”. E’ questa la convinzione che il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, ha ieri consegnato alla conduttrice di “Otto e mezzo“, Lilli Gruber. Nell’analisi di Lepore, infatti, quando gli inquirenti arrivano a snudare alcuni rapporti compromettenti, con esponenti politici coinvolti in manovre relazionali poco trasparenti, immediata è la levata di scudi da parte degli appartenenti alla “casta“.

I magistrati sotto accusa– “Noi non abbiamo interesse a indagare sulla politica – ha precisato il procuratore – Non siamo dei persecutori della politica, ma quando intercettiamo una serie di reati che riguardano la pubblica amministrazione immancabilmente esce fuori la raccomandazione, il politico. Tutti si sono scandalizzati per la pubblicazione delle intercettazioni – ha continuato Lepore riferendosi alle indiscrezioni trapelate sull’inchiesta P4 – ma non si è tenuto conto del contenuto. Solo quando andiamo a toccare determinate persone si parla di polverone e si vogliono delegittimare i magistrati. Stiamo subendo un’aggressione vera e propria anche da parte di certa stampa – ha insistito il togato – e passiamo da accusatori ad accusati”.

Norma su intercettazioni da rivedere – E intrattenendosi sullo strumento delle intercettazioni telefoniche, al centro dell’attenzione della politica nazionale, Giandomenico Lepore non ha nascosto la necessità di regolamentarle meglio. “La norma che disciplina la pubblicazione delle intercettazioni deve essere rivista e regolamentata meglio – ha concesso il procuratore di Napoli – ma stabilire la rilevanza delle intercettazioni spetta ai magistrati. Anche per l’inchiesta P4 abbiamo alcune intercettazioni molto private che non abbiamo voluto depositare ed ora inizieremo la procedura per la loro cancellazione”. E a proposito dell’inchiesta che ha messo sotto accusa, tra gli altri, il faccendiere Luigi Bisisgnani e il magistrato-parlamentare Alfonso Papa: “E’ un’inchiesta seria – ha assicurato Giandomenico Lepore – e non gonfiata, come insinuato da più parti”.

Maria Saporito

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