Movimento No Tav: Caccia all’uomo, manifestanti colpiti nei boschi

Il messaggio è stato pubblicato meno di un’ora fa sui siti del movimento No Tav ma ben presto ha iniziato a circolare tra social network e cellulari: “In questo momento alcune decine di persona stanno partendo da Bussoleno per raggiungere Chiomonte e arrivare fino al primo sbarramento di polizia. Chi può vada direttamente a Chiomonte a dare man forte. La notizia è da far girare sia con sms, sia via internet”.
Dopo gli scontri di ieri con le numerose cariche della polizia effettuate contro i manifestanti che protestano per l’imminente apertura del cantiere, che fa parte del progetto per la realizzazione della linea per l’alta velocità Torino – Lione, anche la giornata di oggi potrebbe non essere all’insegna della tranquillità.

Comunicato – Il movimento No Tav, che ha organizzato per questa sera una fiaccolata con partenza prevista alle ore 20,30 dalla stazione ferroviaria, ha diffuso un comunicato per raccontare quanto accaduto ieri.
Questo il testo diffuso via internet: “Lunedì 27 giugno 2011, alle prime luci dell’alba, forze di polizia con blindati hanno attaccato violentemente i presidianti No Tav della Maddalena di Chiomonte: un escavatore Itaci 280 con pinza è stato usato in maniera criminale dall’operatore, per rimuovere tronchi di betulla, a rischio di provocare incidenti mortali sui giovani No Tav che sostavano simbolicamente su di essi per dimostrare la contrarietà della Valle ad un’opera dannosa, inutile, costosa; lacrimogeni a frammentazione sono stati sparati alla cieca incendiando le tende del campeggio disposte sul suolo della Comunità Montana; la ruspa degli aggressori ha danneggiato le auto dei cittadini fuori del punto di accoglienza della centrale; i cittadini che si opponevano pacificamente e con determinazione all’opera sono stati inseguiti e colpiti nei boschi o filmati e schedati all’uscita della presunta area di cantiere, che peraltro verrebbe installato in dispregio delle più elementari prescrizioni di studio che erano richieste dagli stessi organi nazionali e dalla normativa vigente.
Solo la ferma volontà di resistenza pacifica dei dimostranti ha evitato che l’aggressione militare si tramutasse in una caccia all’uomo tipica degli scenari antidemocratici delle peggiori dittature. Un governo che ospita al suo interno i soggetti eversivi della P4 e una giunta regionale pubblicamente compromessa dallo scandalo della sanità vorrebbero dare lezioni di legalità al popolo valsusino, che da più di venti anni lotta democraticamente per la salvaguardia del suo territorio, per garantire salute, sicurezza e lavoro.
La linea storica internazionale Torino-Lione c’è già ed è sfruttata ad un terzo delle sue potenzialità. Virano con il suo osservatorio continua ad ingannare l’Italia e l’Europa, propone uno scempio ambientale ed economico devastante, che incrementerebbe ancora di più la voragine del debito pubblico. E questo avviene mentre vogliono chiudere o ridimensionare gli ospedali di Susa  e di Avigliana, mentre si sottraggono risorse alla scuola pubblica e si attacca pesantemente l’occupazione nelle fabbriche  della Valle. Vogliono portarci via le sorgenti, inquinare l’aria e il suolo, abbattere le case!”.